di Milena Moriconi

SegantiniiNella Galleria d'Arte Moderna di Milano le raccolte di quadri e scultura spaziano dal Neoclassicismo, al Divisionismo, alla Grafica, al Romanticismo. Sparpagliate un po' dappertutto sculture improvvise ed emozionanti. Al piano terra, una mostra temporanea accoglie svariati autori fra cui Eliseo Scala, ritrattista puntiglioso e Feragutti Visconti, indeciso fra la pittura minuziosa, fotografica, come nel magnifico quadro L'Uva, che ingolosisce nella perfezione di acini maturi e umidi, e la ritrattistica sfumata, con colori lanciati sulla tela, amalgamati l'uno dentro l'altro.

Al I° piano, troneggia il Divisionismo segantiniano con “La Dea dell'Amore”, figura tentatrice in rosso, e “L'Angelo della vita”, dove i lunghi capelli biondi dell'eterea creatura, creano l'unica nota di colore su uno sfondo algido e grigio. In altre sale, il neoclassicismo si esprime appieno con Bossi, Knoller, Appiani, e la Scapigliatura vede un trionfo di giochi di ombre, luci e improvvisi bagliori, con richiami quanto mai allusivi all'impressionismo. Nella teoria di figure, imbronciate o rigidamente in posa, paesaggi immobili o scossi da brividi di uragani e tormente, come nel “Un Turbine” di Fulvia Bisi, attirano l'occhio due tele nere, accostate l'una all'altra, dalle quale sembrano voler emergere a forza fantasmi di creature travagliate, silhouette grigiastre in lotta con la vita, nell'”Alba dell'operaio” del Sottocornola, o con la morte nell'”Inverno al Trivulzio” del Morbelli.

Per gli amanti della scultura, un'importante galleria con le teste dalle espressioni sempre tese, a volte contorte, di Medardo Rosso, e piccole sculture in terracotta di Camillo Pacetti e Benedetto Cacciatori, quest'ultimo specialista nell'umanizzazione di soggetti naturali, come i fiumi Po e Ticino da lui visti come figure maschili forti e dominanti.

Al II piano la Collezione Grassi e la Collezione Vismara, che ospitano opere di alto prestigio di Fattori, Signorini, Mancini. Da non perdere, i 2 ritratti dedicati alla Madre di Boccioni, in cui quello a figura piena contiene dettagli pittorici raffinati come un merletto. Qui troviamo anche una chicca gustosa: un corridoio dove, sulla destra, sono esposti numerosi manifesti di Toulouse Lautrec, con frenetiche ballerine di cancan, e, famosissimo, la figura di Bruant au Mirliton, ripresa di profilo con sciarpa rosso fuoco, e, sulla sinistra, infiniti paesaggi di Corot, incisioni su vetro ottenuti con la tecnica del cliché-verre, ovvero con matrice di vetro usata per la stampa a contatto di disegni. Insomma, tutto da vedere.

Galleria d'Arte Moderna

Via Palestro, 16 Milano

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