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ERNST LUDWIG KIRCHNER: HIEROGLYPHICS

htERNST LUDWIG KIRCHNER: HIEROGLYPHICStp://www.okarte.it
Chiusura 26/02/2017
La mostra onnicomprensiva di Ernst Ludwig Kirchner, esplicita, a un esame riveduto, il contenuto della sua arte. Si prolungherà fino al 26 febbraio 2017 dall’apertura settembrina, e ha già riscontrato esiti positivi. Realizzata nella suggestiva sede dell’Hamburger Bahnhof di Berlino, l’esposizione richiama a raduno le opere del grande “dissenziente”, custodite nelle collezioni della Nationalgalerie, nella loro interezza. Rarità, giacché, in occasione dei restauri alla Galleria, si può gustare anche tutta l’esposizione della sede ospitante. La novità sta nell’ampio corpus di opere presentato, e soprattutto, nel tema del “geroglifico”.
Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart – Berlin mappa
Inaugurazione 23/09/2016
ERNST LUDWIG KIRCHNER: HIEROGLYPHICS

Recensione di Vanessa Maggi
url sito: http://www.smb.museum/en/exhibitions/detail/ernst-ludwig-kirchner-hieroglyphen.html
url video: https://youtu.be/vevkxbe5JGQ
url sito mostra: http://www.ernstludwigkirchnerinberlin.de/index.php?id=2473&L=1
url foto: http://www.museumsportal-berlin.de/media/exhibitions/ernst-ludwig-kirchner-hieroglyphen/_cache/20160810133024.jpg_cover.jpg?now=20170115171659
Dove: Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart – Berlin
Quando: September 23, 2016 - February 26, 2017
La mostra onnicomprensiva di Ernst Ludwig Kirchner, esplicita, a un esame riveduto, il contenuto della sua arte. Si prolungherà fino al 26 febbraio 2017 dall’apertura settembrina, e ha già riscontrato esiti positivi. Realizzata nella suggestiva sede dell’Hamburger Bahnhof di Berlino, l’esposizione richiama a raduno le opere del grande “dissenziente”, custodite nelle collezioni della Nationalgalerie, nella loro interezza. Rarità, giacché, in occasione dei restauri alla Galleria, si può gustare anche tutta l’esposizione della sede ospitante. La novità sta nell’ampio corpus di opere presentato, e soprattutto, nel tema del “geroglifico”. La novità sta nell’ampio corpus di opere presentato, e soprattutto, nel tema del “geroglifico”. La vastissima collezione della Galleria Nazionale berlinese, già di per sé irraggiungibile, per quantità e pregevolezza, dagli altri musei tedeschi ed europei, propone di accostare alle opere di Kirchner, quelle di artisti contemporanei Rosa Barba e Rudolf Stingel, sottolineando l’alto interesse riscontrato anche oggi per le trasgressioni del maestro, e per un momento storico, l’“Espressionismo”, in cui assieme ad altri, Kirchner diffuse i sintomi di inadeguatezza nei confronti di una società borghese, da cui rifuggiva. La ricerca sull’inconscio e sui rapporti umani, esaminati attraverso la lente e i mezzi espressivi e tecnici più disparati e innovativi, mette a fuoco il personale concetto di geroglifico per l’artista. L’atto consiste nel trasporre sulla tela elementi del quotidiano, dell’umano e soprattutto, delle città in espansione, come veri e propri “segni significanti”, simboli, desunti attraverso gesti, che ne spezzano i valori consueti, e li convertono in “geroglifici”. La città con i suoi oggetti-segni-simboli-pittogrammi, si lascia trasferire nel disegno, e poi nelle tele, come approccio di traslazione, e l’azione del dipingere diviene al contempo “un sistema per aprire”, e svelare quei segni. Le opere in mostra vanno dai primi periodi fino all’ultimo, ma l’esaustività non si ferma qui. Sono accompagnate da oggetti di varia natura; fotografie, elaborati di artigianato, come mobili e tappeti, a cui l’artista si cimentava, desumendo e rielaborando forme scheggiate e piene dell’arte africana. Un modo “nuovo”, per capire meglio l’arte della Germania indipendente, quella che sarà poi denominata “degenerata” dai nazisti. Ma anche un modo per avvicinare l’utente alle ricerche onnivore di un artista e di un’espressione artistica, forse da troppo tempo banalizzata, come fatto esclusivo di incisione e pittura. Originale è l’approccio dell’italiana Barba, che in un video osserva in modo quasi drammatico e in dissolvenza, le opere dell’artista all’interno dei depositi museali, quasi a suggerire uno sguardo (il nostro?) captato dall’esterno, distaccato, che pare dissolversi, ormai lontano da un mondo che fu, quei ruggenti anni Venti col proprio contrasto interno. Dalle fotografie di Kirchner, Rudolf Stingel lavora con la pittura, suggerendo nuovi e interessanti proponimenti.
Vanessa Maggi
[email protected]
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Andrea Pellicani: Design, Arte e Sostenibilità

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Il design ha a che fare non solo con l'essere umano, ma con le sensazioni e le emozioni che rendono affascinante e seducente un progetto nella sua interezza. Le firme più autorevoli degli studi milanesi hanno conquistato il mondo grazie anche all'estetica, all'eleganza, alle forme assertive e alla giusta dose di passione ed alchimia nella scelta della qualità dei materiali. Andrea Pellicani, designer, progettista d'interni, nonché artista a tutto tondo si esprime pienamente in questo target innovativo e internazionale.

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Arturo Bosetti: la profondità della luce

a cura di Francesca Bellola
«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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