GTranslate

 

Basilica di santa Maria Maggiore Bergamo
di Margherita Pavoni
Il luogo senz'altro più affascinante di Bergamo Alta è la piazza Vecchia con i suoi portici e la piazzetta della Basilica di Santa Maria Maggiore, il Battistero e il Duomo.
La Basilica di Santa Maria Maggiore è tra le chiese più spettacolari: colpisce fin dalla scalinata, con i bianchi leoni stilofori, ma ad affascinare particolarmente è lo scorcio in cui si trova un po' tutto il complesso, chiuso da un grande porticato e dal complesso palazzo del campanone.
piazza Rosate, Bergamo mappa

di Stefano Pariani
C'era una volta una bella chiesetta neoclassica che ora di bello non ha più niente. Storia di ordinario degrado urbano, purtroppo. Nello spiazzo antistante l'Ospedale Sacco e alle spalle del raccordo autostradale Milano-Torino-Laghi ci sono i ruderi della Chiesa di San Giorgio, senza più tetto, circondata da sterpaglie, cartelloni pubblicitari e recintata alla meno peggio.
Piazza San Giorgio, 2 Milano mappa

di Stefano Pariani
Sono in molti a Milano a conoscere la Chiesa di Sant'Antonio da Padova, nelle adiacenze del Cimitero Monumentale, luogo che raccoglie diversi devoti del santo; il suo profilo con lo svettante campanile si definisce preciso in quello slargo dove convergono le vie Farini e Maroncelli. Meno nota e più nascosta è invece la chiesetta dell'Immacolata Concezione che sorge appena dietro Sant'Antonio, all'angolo tra via Farini e Quadrio.
via Farini, angolo via Quadrio Milano mappa

 
 
fontana 1di Stefano Pariani
Chi non si è mai fermato ad ammirare una piazza quando c'è una grande fontana a renderla scenografica? Le fontane danno al paesaggio urbanistico, con il continuo fluire dell'acqua, un senso di vitalità e movimento ininterrotto. Lo sapevano bene urbanisti e scultori seicenteschi, per i quali l'acqua delle fontane rappresentava un punto cardine dell'estetica barocca: il mutamento delle cose e l'instabilità della realtà, soggetta a continua trasformazione.

La chiesa s'innesta nel solco di passaggio dall'arte ottoniana a quella romanica, testimoniando del nuovo stile artistico tanto nell'architettura quanto nei suoi affreschi, tra i più significativi della pittura altomedievale dell'Italia settentrionale

 

Non molto lontano da Milano, nei pressi di Cantù, la chiesa di San Vincenzo a Galliano e l'adiacente Battistero di San Giovanni sorgono come silenziosi testimoni di un'epoca passata, quando fuori dalle città sorgevano le pievi per evangelizzare le campagne. Collocata sull'asse delle grandi vie di comunicazione tra la pianura padana e le regioni transalpine, la chiesa di Galliano s'innesta nel solco di passaggio dall'arte ottoniana a quella romanica, testimoniando i primi frutti del nuovo stile artistico tanto nell'architettura quanto nei suoi affreschi, tra i più significativi della pittura altomedievale dell'Italia settentrionale. La storia di questa chiesa affonda le radici in epoca paleocristiana, quando viene edificata nel V secolo una prima basilica ad aula unica, dedicata a San Vincenzo di Saragozza. Secoli dopo l'arcivescovo di Milano Ariberto d'Intimiano promuove un programma di rinnovamento architettonico che porta nel 1007 alla consacrazione della nuova chiesa. Esternamente presenta una semplice facciata a salienti in pietre a vista, priva della navata destra, andata persa, con un piccolo portale e lunetta a sesto acuto; l'abside è contraddistinta da alti archi poggianti su lesene che scendono fino a terra, creando sottili giochi di luce e ombra. All'interno gli affreschi che decorano la navata e il catino absidale sono rispettivamente riconducibili per stile a due maestranze diverse: i più interessanti sono quelli dell'ampia abside dove campeggia un grande Cristo in mandorla, curiosamente abbigliato con pantaloni e calzari, ai cui lati i profeti Geremia ed Ezechiele sono resi con movimenti dinamici e con sottolineature più scure lungo le pieghe delle vesti, che seguono il moto del corpo e danno volumetria alle figure. La zona inferiore ospita un breve ciclo di Storie di San Vincenzo, tra cui il martirio e la sepoltura del Santo, di efficace vivacità narrativa. Accanto alla chiesa troviamo le sinuose forme del coevo Battistero di San Giovanni, costituito da un vano centrale quadrato con absidi semicircolari su ogni lato, da un tiburio ottagonale e da un ampio pronao. Con la sua sapiente sintesi tra influssi bizantini e nordici e la tradizione pittorica locale, d'impronta realista e di forte senso plastico, il ciclo di Galliano da lì a qualche decennio sarebbe stato d'impulso per gli affreschi di Civate, altra fondamentale tappa della pittura romanica lombarda.

 

Stefano Pariani

Santa Maria alla Fontana e l'acqua di luce

in Piazza Santa Maria alla Fontana 11 Milano, Milano,

Recensito da Stafano Pariani

Sommario

Il santuario fu eretto nel 1507 e da subito cominciarono ad affluire molti pellegrini, tanto che venne realizzato un lungo sentiero alberato che portava da Porta Comacina al santuario, attraversando un luogo a quel tempo fuori dalle mura urbane, disabitato, fitto di boschi e sorgenti d'acqua.

Descrizione

Sono alcuni anni che il quartiere milanese dell'Isola si è riqualificato e tra le sue vie che hanno mantenuto l'aspetto genuino e popolare di un tempo, sono sorti negozi artigianali, curiose botteghe e locali alternativi, fuori dai soliti giri modaioli milanesi. Forse questo mix di vecchio e nuovo attira molta gente in questa zona di giorno e di sera, ma non tutti sanno che da queste parti c'è anche un altro movimento, quello dei fedeli che si recano, in una sorta di pellegrinaggio, alla chiesa di Santa Maria alla Fontana per bere un'acqua ritenuta benefica e guaritrice. Tutto ebbe origine all'inizio del Cinquecento, quando Milano era sotto il dominio francese e il governatore di Luigi XII, Charles d'Amboise, affetto da un santa maria alla fontanamalanno (forse la gotta), andò a pregare in un antico sacello medievale che sorgeva presso una depressone naturale del terreno con una fonte d'acqua, dove i milanesi erano soliti recarsi per chiedere le grazie alla Madonna, che lì era apparsa. Il governatore francese promise alla Vergine, in caso di guarigione, la costruzione di un degno santuario come ex voto e quando effettivamente guarì, mantenne la sua promessa. Il santuario fu eretto nel 1507 e da subito cominciarono ad affluire molti pellegrini, tanto che venne realizzato un lungo sentiero alberato che portava da Porta Comacina al santuario, attraversando un luogo a quel tempo fuori dalle mura urbane, disabitato, fitto di boschi e sorgenti d'acqua. Davanti al santuario si trovava un'ampia vasca in cui confluiva l'acqua della sorgente miracolosa e lì rimase fino all'Ottocento. Nel Seicento venne costruita anche una grande chiesa sovrastante, la cui facciata attuale è frutto di restauri novecenteschi; il piccolo santuario risulta così collocato esattamente dietro la chiesa e collegato ad essa tramite una ripida scala. L'architettura del santuario è costituita da una cappella quadrata coperta da una bassa volta e da un vano rettangolare, comunicanti tramite un doppio arco; sul nome del suo artefice sono state avanzate diverse ipotesi, tra cui Leonardo e Bramante, ma i documenti dell'epoca hanno assegnato la costruzione dell'edificio a Giovanni Antonio Amadeo, famoso per la cappella Colleoni a Bergamo, i lavori alla Certosa di Pavia e la direzione dei lavori nel Duomo di Milano. Lungo le pareti del santuario si trovano riquadri affrescati in discrete condizioni conservative; un primo gruppo di quattro affreschi (San Giovanni Battista, Visitazione, Natività, San Rocco) risale al 1520/25 e mostra affinità con la scuola di Bernardino Luini. Il linguaggio è semplice e popolare ed immerge i personaggi in un mite contesto paesaggistico, con qualche richiamo a Leonardo, specie nelle scene della Visitazione e della Natività. Alla seconda metà del Cinquecento risale invece un secondo gruppo di affreschi (Annunciazione, Natività, Visitazione, Fuga in Egitto) meno ispirati e rovinati dal tempo. fontanaMolto suggestiva la volta, suddivisa in dodici vele affrescate con le figure degli Apostoli, al centro della quale è un Dio Padre benedicente in legno e stucco dorato. Le tonalità leggere e tenui dei colori e il senso di circolarità conferiscono all'ambiente un aspetto arioso e luminoso, che ben si addice all'atmosfera “sospesa” che qui si respira. L'edificio comunica con l'esterno per mezzo di doppi e ampi archi posti lungo i suoi lati, che richiamano nello stile la cultura classicista e bramantesca in voga a Milano nel primo Cinquecento, mentre ai fianchi del Santuario sorgono due bei chiostri dalle snelle colonne, che si articolano anche davanti alla facciata, formando un armonioso ed elegante porticato. La fonte originaria venne chiusa nell'Ottocento a causa delle perdite di una vicina fabbrica di bitume e attualmente l'acqua che sgorga dagli undici rubinetti della lastra originaria posta sotto l'altare è quella della rete idrica comunale. fontanaTuttavia sono in molti a risentire ancora oggi dei suoi effetti benefici e ad avere guarigioni – pare che l'acqua in quell'area entri in contatto con le frequenze della luce – e sentire il delicato, continuo rumore del suo sgorgare rasserena, conducendo chi si trova in quello spazio in una dimensione “altra”. Stefano Pariani Il santuario fu eretto nel 1507 e da subito cominciarono ad affluire molti pellegrini, tanto che venne realizzato un lungo sentiero alberato che portava da Porta Comacina al santuario, attraversando un luogo a quel tempo fuori dalle mura urbane, disabitato, fitto di boschi e sorgenti d'acqua. Milano Vai alla visualizzazione normale – Nascondi colori – Powered by Google Drive – Segnala una violazione
votazione 4/ 5 (Excellent) Stafano Pariani
 

Santa Maria Castellodi Stefano Pariani
Città avvolta dalla fitta nebbia nei mesi freddi e celebre per il cappello Borsalino, divenuto simbolo di eleganza nella storia del costume italiano, Alessandria lega in qualche modo il suo nome nell'immaginario collettivo a questi due elementi, che si aggiungono alla ben nota riservatezza dei suoi abitanti, laboriosi e legati alle tradizioni.
via Santa Maria di Castello, Alessandria mappa
 
 

adorazionedi Stefano Pariani
In periodi di festività come questo assume un particolare rilievo la sovrapporta raffigurante l'”Adorazione dei Magi” in via Orefici, in pieno centro storico, una zona dove già nel Duecento era testimoniata l'attività della corporazione dei fabbri orafi. Si tratta di un'opera dalla straordinaria vena narrativa e di preziosa cultura figurativa, realizzata attorno al 1460 probabilmente da Giovanni Gagini, membro di una prolifica famiglia di scultori d'origine lombarda.
Via Orefici - Genova mappa

Andrea Pellicani: Design, Arte e Sostenibilità

a cura di Francesca Bellola
Il design ha a che fare non solo con l'essere umano, ma con le sensazioni e le emozioni che rendono affascinante e seducente un progetto nella sua interezza. Le firme più autorevoli degli studi milanesi hanno conquistato il mondo grazie anche all'estetica, all'eleganza, alle forme assertive e alla giusta dose di passione ed alchimia nella scelta della qualità dei materiali. Andrea Pellicani, designer, progettista d'interni, nonché artista a tutto tondo si esprime pienamente in questo target innovativo e internazionale.

Leggi tutto...

Arturo Bosetti: la profondità della luce

a cura di Francesca Bellola
«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


Leggi tutto...

Puoi accedere su www.okarte.it con una tua password e dopo l'approvazione della registrazione puoi inserire nel sito articoli e foto. Cordiali saluti, Redazione OK ARTE

Ricordami

Questo sito rispetta la "Protezione dei dati personali GDPR - General Data Protection Regulation, Reg. UE 2016/679"

Chiese e dimore antiche

di Margherita Pavoni
Il luogo senz'altro più affascinante di Bergamo Alta è la piazza Vecchia con i suoi portici e la piazzetta della Basilica di Santa [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto
Milano: storia di una chiesetta dimenticata e imbrattata

di Stefano Pariani
Sono in molti a Milano a conoscere la Chiesa di Sant'Antonio da Padova, nelle adiacenze del Cimitero Monumentale, luogo che raccoglie [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto
Other Articles

Visita Pavia in 5 minuti

La Certosa di Milano