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Reportage di viaggio sull'isola di Creta di Melinda Miceli critico d'arte.

Melinda Miceli Creta la piu' grande civilta' antica di spirito femminile. Il mio viaggio a Creta mi ha portato indietro di millenni. Da anni mi pervadeva la curiosita' di cercare i segreti della civilta' minoica cosi' particolare e all'avanguardia, specchio di un società sviluppatasi migliaia di anni fa, quando ancora non esisteva nulla di simile alla scienza e dove i fenomeni naturali erano spiegati da credenze animistiche e riti propiziatori.

Anche il mito della nascita di Zeus e' legato a Creta l’isola più grande della Grecia, patria del più importante degli dei dell’Olimpo. Per tale ragione Creta e' considerata l'isola benedetta grazie all'assenza di serpenti e piante velenose.

 Secondo il mito quando Rea partorì Zeus fece sì che Saturno ingoiasse una pietra invece del neonato e Madre Terra nascose Zeus in una grotta per proteggerlo; la leggenda narra che si trattasse della grotta chiamata Diktaean (Δικταίο Άντρο), nell’altopiano di Lassithi, nella parte orientale di Creta. Ancora oggi il suo mito sopravvive nel panorama cretese, sulla collina alle spalle di Eracklion dove a notevole distanza, sembra profilarsi il volto del dio sdraiato. Numerosissimi reperti recuperati nell'antica grotta sacra di Psychro di epoca minoica, nell’attuale prefettura di Lasithi che e'stata identificata con il luogo in cui trovò riparo e venne allevato il neonato Zeus, sono in parte in mostra presso il museo di Iraklio.

deaCome tramandano gli storici, nella Creta minoica (da Minosse), vivevano popolazioni di origine non indoeuropea e tra loro la bellicosità era assente, la condizione della donna paritetica, se non privilegiata. Visitando il museo di Heracklion e' evidente la singolare assenza nell'arte cretese di scene di battaglia o di caccia che la Hawkes commenta essere uno dei motivi che fanno supporre che sui troni minoici sedettero regine, data l'ampia diffusione di queste tracce altrove. L'arte cretese, soprattutto nel periodo minoico più antico è lo specchio di una società in cui il potere non esprime dominio, distruzione o oppressione; essa non idealizza la guerra in quanto non esistevano città fortificate e militarizzate e le ville erano prive di protezione poste lungo il litorale. Non ci sono indizi che confermino che le varie città-Stato dell'isola abbiano combattuto tra di loro o intrapreso guerre di conquista. L'antropologa Rohrlich-Leavitt scrive sulle donne "furono i soggetti principali, quelli più frenquentemente ritratti nell'arte e nell'artigianato.

E appaiono soprattutto nella sfera pubblica". La vita religiosa nella Creta minoica non reca testimonianze di sacrifici umani testimoniati dai successivi ritrovamenti mesopotamici ed egiziani di sacrifici umani ingenti e frequenti come il seppellimento del faraone insieme a un seguito di cortigiani e schiavi. A Creta si narra di Minosse ed altri sovrani venerati che disponevano di ricchezza e potere e vivevano in splendidi palazzi, ma non c'è traccia di statue o rilievi che ritraggano chi sedesse sul trono di Cnosso o di qualsiasi altro palazzo, non è ancora stata rinvenuta alcuna rappresentazione di un re o di una divinità maschile dominante a parte gli affreschi della Dea, o più probabilmente di una regina-sacerdotessa, al centro di una processione recante doni, oppure il rilievo dipinto talvolta identificato come il principe dei gigli che mostra un giovane androgino dai lunghi capelli, disarmato, incoronato con piume di pavone, che camina tra fiori e farfalle.

L'assenza del potere distruttivo della violenza maschile nell'arte cretese spiega una società in cui la pace, sia interna che oltre confine, durò per millecinquecento anni, in un'epoca dove la guerra era regola. La dea dei serpenti sala 4, reperto di epoca neopalazziale, del museo di Heracklion reca un copricapo "regale" e il potere della fertilita' nella prosperità dei seni, mentre tiene in mano 2 serpenti mostra il suo dominio sul male. Pertanto dopo il museo mi sono recata a visitare knosso. Il leggendario palazzo del labirinto e del minotauro presenta il suo prospetto rialzato da un'imponente scalinata, circondato da verande colonnate riportate alla luce dal mecenate Artur Evans.

Knosso e' definito architettura di spirito femminile dalla Hawkens. Vediamo il perche'. Evans fece riprendere il sito archeologico posto su una collina di alabastro, in soli 3 anni modificando le strutture in legno che lo rendevano antisismico e flessibile, sostituendole il cemento armato per fissarle. Per tale ragione fu criticato, invero se lui non si fosse adoperato noi non vedremmo lo splendido palazzo di Knosso semieretto, ancora oggi esempio di architettura moderna dal minoico con contaminazioni egiziane e tre sistemi idraulici tra cui quello per l'acqua potabile ancora ignoto agli egiziani stessi. Grazie alla posizione centrale nei traffici marittimi commerciali del Mediterraneo orientale, le navi minoiche in legno di cipresso, hanno solcato quasi incontrastate i mari del mondo.

La civilta' cretese deteneva il potere economico sul mare Egeo detto "talassocrazia" grazie ai suoi intensi traffici commerciali con le isole egee e l'Egitto; ceramiche, gioielli, armi, olio, vino e tessuti di lana, inoltre acquistavano materie prime come lo stagno, il piombo o il rame, l’avorio e metalli preziosi. Risulta evidente che le ricchezze di Creta servissero soprattutto a mantenere un modo di vita armonioso e raffinato testimoniato dall'eleganza del palazzo, dall'oreficeria miniaturistica unica e dalla cosmesi rinvenuta nel boudoire della regina. Testimonianza ne sono i grandi magazzini rimasti nel piano terra del Palazzo che fungevano anche da "banca".

toroCome quelle di altre sedi di palazzi-citta' come Mallia e Phaistos, erano lastricate, con canali di scolo, e su di esse si affacciavano case eleganti a due o tre piani, aventi diverse aperture, con un cavedio centrale, col tetto piatto e tettoie da usare nelle calde notti estive; il tutto era congegnato per ottenere la ventilazione e una antesignana climatizzazione degli ambienti. La sala del trono mostra una vasca lustrale posta dinanzi a un trono austero e sagomato, inadatto a ospitare un re uomo ma perfetto per una sacerdotessa e i suoi riti di purificazione. Il palazzo ha al centro della pianta una vasca lustrale grandissima e nei pressi del teatro sulla collina di destra ben definito dal colonnato quasi come un tempietto un altro luogo lustrale. La decorazione parietale dei palazzi presentava soggetti naturalistici: piante, fiori, uccelli, animali domestici.

daInoltre le pitture murali illustravano feste di corte e riti religiosi. La pittura prediligeva forme stilizzate di stampo egittizzante e le figure maschili erano dipinte di colore bruno, mentre quelle femminili erano rappresentate con colori chiari; il busto appariva frontalmente mentre le gambe erano rappresentate lateralmente. Cnosso, probabilmente contava all'incirca diciottomila abitanti tra nobili e sacerdoti e impiegati, tutt'intorno le case umili del popolo, a destra il fiume scomparso dagli anni 70 ed era collegata ai porti della costa meridionale con una strada lastricata, la prima del suo genere in Europa. Anche la scrittura minooca era all'avanguardia; la prima era geroglifica, composta da segni ideografici (esseri umani, animali, piante, ecc.) e da segni geometrico-lineari. La lineare A comparve successivamente, nel II millennio a.C.Si componeva di circa 90 segni ed aveva un andamento da sinistra a destra; i gruppi di segni sono separati da punti o da lineette. Insieme alla geroglifica era sillabica con un sistema di numerazione decimale espresso in cifre, e usava ideogrammi per rappresentare alcuni oggetti o esseri viventi.

Probabilmente la geroglifica e la lineare A sono coesistite per un certo periodo di tempo. La lineare B, mostra segni di derivazione dalla lineare A. Ha 80 caratteri fonetici e un sistema di rappresentazione numerica più evoluto della lineare A. Nel 1952 Michael Ventris, un architetto appassionato di archeologia, riuscì a decifrare la lineare B, e scoprì che quella lingua era una forma di greco arcaico. La lineare B è la prima scrittura europea di cui abbiamo notizia e che siamo riusciti a decifrare mentre la lineare A resta ancora un mistero. I minoici erano politeisti e veneravano la natura, la madre terra. Il toro era l'animale sacro in quanto nello zodiaco segno di terra e simbolo di forza. Sia la loro architettura che l'abbigliamento erano studiati in modo da permettere di abbinare l'effetto estetico a quello pratico e alla natura. Spettacolo e religione s'intrecciavano e ciò rendeva le attività del tempo libero ludiche e coinvolgenti. I rituali, venivano celebrati in palazzi-tempio oppure in santuari all'aperto sulla cima delle montagne e in caverne sacre e sommavano abilità e fervore religioso. Riti tipici dello spirito minoico badati su offerte rituali di fiori, frutta, vino e cereali erano intesi non solo al piacere o alla salvezza individuale, ma anche a invocare la potenza divina, per il benessere dell' intera società.

Il gioco col toro, la taurokatharpsia, o tauromachia, si svolgeva nelle corti centrali dei palazzi dove giovani uomini e donne cercavano a turno di afferrare le corna di un toro alla carica e di fare una capriola sulla sua schiena. Spesso questa "ginnastica" sconfinava nel sanguinario ma era probabilmente intesa dai Minoici come un rito d'iniziazione degli adolescenti. E' noto che i Cretesi possedevano armi, come le loro daghe splendidamente decorate, di altissima qualità tecnica che probabilmente, con l'aumento della guerra e della pirateria nel Mediterraneo, furono usate per combattere battaglie in mare, sia per diffendere il loro vasto commercio marittimo che per proteggere le loro coste.

Creta, la piu' grande civiltà dell'antichita' scomparve, in poche ore, cancellata dall’eruzione di un vulcano della vicina isola di Santorini che fece inabissare meta' della stessa Thera “la bellissima”, antico nome di Santorini. Infatti qui sorgeva una bocca vulcanica alta forse 1600 metri. All’incirca nel 1400 a.C., dopo una serie di scosse, il vulcano esplose facendo sprofondare gran parte dell'isola, lasciando un vuoto occupato dal mare. Quantità enormi di detriti e ceneri scagliate ad incredibili distanza con le quali viaggiò anche un’enorme onda, la quale coprì rapidamente i poco più di cento chilometri che separano Santorini da Creta. Misurava più di 40 metri e i grandi palazzi, le attrezzature portuali, le navi e le case furono spazzati via. L’onda non arrivò a Cnosso che dista circa cinque chilometri dal mare, ma che non riuscì ad evitare la pioggia di ceneri, contro cui fu impossibile combattere.

Quell'isola verdeggiante ricca di boschi e dorata di messi, divenne un grigio deserto coperto da ceneri come in un'apocalisse per anni. Sempre più al centro delle scorribande dei pirati, l'isola di Creta venne conquistata e depredata dagli Achei detti micenei nel 1400 a.C., cui seguirono nel 1100-1200 a.C. le invasioni dei Dori. Tra invasioni e cataclismi naturali si spiega scomparsa della civiltà minoica. Alcuni costumi e il sapere cretese sopravvissero nella nascente civiltà ellenico-micenea. I conquistatori micenei che si sovrapposero non avevano una civilta' superiore ma maschile e vennero conquistati dalla cultura raffinata del popolo assoggettato minoico. L'antica ricchezza di conoscenze dell'isola di Creta entra a far parte della mitologia greca ed influenza fortemente la religione ellenica, le fondamenta della civiltà micenea, dell'arte greca e delle sue urbis.

Melinda Miceli critico d'arte
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