di Ugo Perugini

hayezE’ stato presentato il 23 settembre alla Pinacoteca di Brera, il “Bacio”, il famoso quadro di Francesco Hayez, diventato un’icona della città di Milano, in un nuovo allestimento, al centro di una parete della sala 37, interamente dedicata alle opere del grande pittore veneto ma milanese d’adozione. Non ce n’è solo uno di baci. Ora lo scopriamo leggendo il bel libretto curato da Isabella Marelli ed edito da Skira. Hayez ne ha dipinte diverse versioni, non solo ad olio ma anche ad acquarello. Anche perché lui di baci se ne intendeva. Le donne gli piacevano molto e si dice che abbia avuto diverse amanti, non solo tra le sue modelle, nonostante fosse sposato e anche in là con gli anni. Certo, nessuno può rinnegare il valore “risorgimentale” dell’opera che rappresenta un soldato che saluta l’amata prima di andare in guerra.

Nessuno contesta le simbologie sottese: i tricolori di Italia e Francia, fusi insieme, nella rappresentazione delle vesti dei personaggi, gli accenni allo stemma sabaudo, in una versione successiva, ecc. Ma l’aspetto romantico non può passare in secondo piano, se è vero che in certi casi queste opere furono anche un galante pensiero per le donne che aveva sedotto come, ad esempio, Adele Appiani e Carolina Zucchi. Ci riporta con i piedi per terra la sempre lucida analisi storico culturale di Sandrina Bandera che ricorda la necessità di ogni Paese giovane, come era l’Italia di allora, di dare un senso alla propria storia. Secondo Bandera, Hayez rientra tra i personaggi che all’epoca favorirono la crescita di un sentimento unitario: Manzoni, con i “Promessi Sposi” per la lingua, Verdi con la musica e i cori (ricordiamo il “Nabucco”) e Hayez con i sentimenti, attraverso “Il bacio”. Che progetto è questo di Brera? Non è un restauro, non è una mostra, non è la presentazione di un nuovo approfondito volume sull’artista. E’, però, un modo intelligente per ridare vita a un’opera bellissima, celeberrima, diventata un’icona e, proprio per questo motivo, quasi destinata alla sua banalizzazione o a una lenta consunzione. Insomma per ridare “occhi nuovi” al pubblico con i quali vedere il lavoro di Hayez si è pensato a un percorso a tappe. Oltre alla nuova collocazione in Brera, accanto ad altre opere come il Ritratto di Alessandro Manzoni e la Betsabea, si è ricorsi all’aiuto della tecnologia, cioè postazioni multimediali di facile uso che consentono di ricostruire attraverso testi, immagini, sonori, filmati, l’atmosfera storica, umana, politica intorno a questa opera. Per l'occasione si è anche data a 20 giovani studenti di Brera la possibilità di rielaborare il tema del bacio in base alle loro interpretazioni espressive. E le opere realizzate finiranno a un’asta benefica. Perché non bisogna mai dimenticare la solidarietà. Per queste iniziative si deve ringraziare, tra gli altri, la società Temantica (video di presentazione:

realizzato da VIVA srl), Milano città al bacio® al sito www.milanocittaalbacio.it e BCC Barlassina. Pinacoteca di Brera, via Brera 28


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