Oltre l'Arte: artisti nel Teatro, Cinema, ed Illustrazionehttp://www.okarte.it
Chiusura 11/04/0018
"Oltre L'Arte", esposizione a cura di Bianca Catalano, raccoglie una ventina di disegni preparatori per il teatro, il cinema e l'illustrazione pubblicitaria ed editoriale, compresi in un arco cronologico che spazia dalla fine del'Ottocento fino ad arrivare agli anni Ottanta del secolo scorso.
via del Governo Vecchio 43, Roma mappa
Inaugurazione 28/03/2018
La scenografia, la costumistica, l'illustrazione e la cartellonistica intrecciano un filo rosso con l'arte figurativa, in un fertile dialogo nel quale non solo gli artisti hanno potuto apportare la loro personale visione artistica in tali ambiti, ma dove altresì tali manifestazioni hanno assorbito gli influssi provenienti dalle correnti artistiche dell'epoca, con esiti originali e di grande importanza storica.
"Oltre L'Arte", esposizione a cura di Bianca Catalano, raccoglie una ventina di disegni preparatori per il teatro, il cinema e l'illustrazione pubblicitaria ed editoriale, compresi in un arco cronologico che spazia dalla fine del'Ottocento fino ad arrivare agli anni Ottanta del secolo scorso.
La maggior parte dei disegni in mostra costituiscono studi per scenografie e costumi teatrali, e la loro collocazione cronologica traccia una breve cronistoria dell'evoluzione sia creativa che tecnica in campo teatrale.
Di Enrico Prampolini sono esposti due bozzetti per importanti opere teatrali per le quali egli fu scenografo e costumista: "Il Castello nel Bosco" di F. Casavola (1931) e "Apollon Musagete" di I. Stravinskij (1941), opere dove la visione prampoliniana ha dato luogo ad opere straordinarie, ricche di atmosfere magiche e costumi di grande suggestione.
Alcune fondamentali figure artistiche della prima metà del Novecento presenti in mostra come Giorgio de Chirico, Fernand Léger e Duilio Cambellotti furono particolarmente attive in campo teatrale, apportando contributi del tutto innovativi sui palcoscenici italiani ed europei: di De Chirico e di Leger vengono esposti i bozzetti di costume rispettivamente per i balletti "Amphion" e "Le David Triomphant", mentre di Duilio Cambellotti uno studio per "La Nave" di Gabriele D'Annunzio (1909), tutti e tre interessanti esempi di applicazione della propria cifra stilistica al genere teatrale.
In mostra sono altresì presenti figure artistiche non facilmente incasellabili in particolari movimenti artistici, come Fabrizio Clerici e Leonor Fini, personaggi poliedrici ed estrosi che hanno lavorato per opere e balletti teatrali, realizzando ambienti e costumi dal sapore fantastico e surreale.
Ma il teatro non è solo luogo di rappresentazione di opere o balletti: nei primi anni del Novecento, soprattutto a Parigi e New York, indubbiamente le più vivaci ed eclettiche città dell'epoca, prendono piede i cosiddetti teatri di varietà, ambientazioni deputate alle creazioni fantasiose degli autori in mostra come Lorenzo Montedoro, Jean Aumond e Hugh Willoughby.
Altri artisti hanno esteso il proprio impegno nel teatro ad altri settori, come l'architettura, l'illustrazione editoriale, la cartellonistica pubblicitaria e cinematografica.
Virgilio Marchi è stato architetto oltre che scenografo: importante il suo impegno per il Teatro degli Indipendenti, primo teatro sperimentale italiano, presso palazzo Tittoni, di cui il foglio in mostra è testimonianza.
L'editoria vede nel XX secolo una rinascita e una diffusione senza precedenti, grazie al legame tra alcune case editrici illuminate ed artisti ed illustratori di talento, come Erté, Orfeo Tamburi e Alberto Fabio Lorenzi.
La cartellonistica pubblicitaria è un ulteriore ambito nel quale si sperimenta la commistione tra arte cosiddetta "alta" e "popolare", con risultati in grado di catturare l'attenzione del pubblico ed al tempo stesso educare quest'ultimo alle nuove tendenze artistiche del panorama contemporaneo, come si evince dai lavori di Lucio Venna ed Umberto Brunelleschi.
Infine, in questo ricco panorama dove le diverse forme artistiche sono indissolubilmente e felicemente legate tra loro, non può non mancare un riferimento alla settima arte, il cinema. Viene esposto un bozzetto di Franciszek Starowieyski: illustratore e scenografo, riuscì a fare della cartellonistica cinematografica un genere artistico a sé, aprendo la strada alle numerose collaborazioni tra arte figurativa e cinema seguenti.
 
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