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ChManzù. Dialoghi sulla spiritualità, con Lucio Fontanaiusura 05/03/2017
Stabilire un dialogo fra Manzù e Fontana significa riportare alla luce una linea essenziale dell’arte – italiana e non solo – fra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento. In particolare, la mostra rivede l’opera di Giacomo Manzù alla luce di almeno due problemi. Il primo: il rinnovato rapporto con la Chiesa; il secondo: il tentativo del Vaticano di stabilire un nuovo rapporto con l’arte contemporanea.
Lungotevere Castello, 50 - Roma mappa
Inaugurazione 08/12/2016
L’8 dicembre 2016 apre al pubblico nelle due sedi del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma e del Museo Giacomo Manzù di Ardea la mostra “Manzù. Dialoghi sulla spiritualità, con Lucio Fontana”. La mostra è organizzata dal Polo Museale del Lazio con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura e in collaborazione con il Comune di Ardea e la Fondazione Giacomo Manzù. Hanno inoltre collaborato 'Sapienza’ Università di Roma, Dipartimento di Architettura e Progetto e lo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma.

La cura scientifica della mostra è di Barbara Cinelli (Università di Roma Tre) con Davide Colombo (Università di Parma). Gli altri componenti del comitato scientifico sono Penelope Curtis (Fondazione Calouste Gulbenkian Lisbona), Maria Giuseppina di Monte (direttrice del Museo Giacomo Manzù di Ardea), Flavio Fergonzi (Scuola Normale Superiore di Pisa), Micol Forti (curatore delle Collezioni d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani) e Daniele Menozzi (Scuola Normale Superiore di Pisa). Il catalogo è pubblicato da Electa.

All’indomani del secondo dopoguerra il tema dell’arte sacra appare tanto ampio quanto spesso venato di ambiguità. Giacomo Manzù (Bergamo, 1908 – Roma, 1991) rappresenta in tale contesto un punto fermo. Specie in questo periodo egli prova difatti a stabilire un dialogo vivo e fruttuoso con l’arte contemporanea, fra l’altro prendendo parte, nel 1949, al concorso per la porta di San Pietro in Vaticano. Nello stesso periodo un secondo, grande maestro, Lucio Fontana (Rosario, 1899 – Comabbio, 1968) tenta di rispondere a interrogativi molto simili, partecipando al concorso per le porte del Duomo di Milano del 1950. Stabilire un dialogo fra Manzù e Fontana significa dunque riportare alla luce una linea essenziale dell’arte – italiana e non solo – fra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento. In particolare, la mostra rivede l’opera di Giacomo Manzù alla luce di almeno due problemi. Il primo: il rinnovato rapporto con la Chiesa, dopo lo “scandalo” delle formelle esposte a Milano nel 1941. Il secondo: il tentativo del Vaticano di stabilire tra gli anni cinquanta e sessanta – ovvero in un frangente animato da forti contrasti politici e ideologici – un nuovo rapporto con l’arte contemporanea.

La rilettura delle fonti d’epoca, l’attenta analisi della sperimentazione linguistica del maestro, come pure l’inedito accostamento a Lucio Fontana ribadiscono la centralità di Manzù, restituendolo come un protagonista dell’arte del Novecento.

Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, prima sede della mostra, espone trentacinque sculture di Manzù: dal ciclo dei bassorilievi “Cristo nella nostra umanità”, in parte visti a Milano nel 1941, ad alcuni esempi dei rilievi eseguiti per la porta della cattedrale di Rotterdam nel 1965. La Sala dell’Apollo con i suoi affreschi cinquecenteschi accoglie alcuni grandi Cardinali, che più di ogni altra opera hanno contribuito a plasmare l’immagine di Manzù in qualità di 'scultore cattolico’. Il percorso prevede anche, per gentile concessione dei Musei Vaticani, due dei vetri incisi che il maestro realizzò per l’amico Monsignor Giuseppe De Luca, una delle figure centrali nel dibattito
sull’arte sacra. Un ruolo da protagonista è infine riservato al Grande ritratto di signora del 1947: l’opera, sebbene formalmente di tema profano, assomma in sé caratteri di spiritualità nella rappresentazione del personaggio, e documenta, nell’evidente tensione tra modellato delle superfici e astrazione formale dei piani, l’esordio della nuova lingua di Manzù, che avrà esito compiuto proprio nelle porte di San Pietro.

Il Museo di Ardea, seconda sede della mostra e per l’occasione sottoposto a un’intensa opera di rinnovamento, accoglie trenta fra sculture e disegni di Lucio Fontana. Significativi, fra gli altri, risultano due bozzetti e una formella per la Porta del Duomo di Milano – anch’essi provenienti dai Musei Vaticani – come pure una serie di altri importanti lavori concessi in prestito dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Grazie al numero e soprattutto alla qualità, le opere di Fontana stabiliscono dialoghi inediti e fruttuosi con la collezione permanente di Manzù. Un’occasione unica per riflettere sui due artisti e verificarne le soluzioni linguistiche ed espressive, talora divergenti o addirittura antitetiche, sul comune tema del sacro.

La mostra intenzionalmente tiene uniti, attraverso un progetto concatenato e interdipendente, Castel Sant’Angelo e il Museo Manzù di Ardea, ovvero due realtà museologiche molto diverse l’una dall’altra. Il motivo è spiegato da Edith Gabrielli, direttore del Polo Museale del Lazio, che ha in gestione entrambi i musei. “Alla base vi è il desiderio di proporre al pubblico, ai pubblici dell’arte e, almeno in questo caso, della spiritualità percorsi nuovi e per certi aspetti addirittura imprevisti. Ma – prosegue Gabrielli – non si tratta solo di questo. Concepire la mostra in due sedi di pari livello significa andar oltre, superare il tradizionale rapporto di sudditanza, o se si vuole di centro-periferia, che normalmente Roma con la sua obiettiva grandezza detta, impone alla provincia e all’intero Lazio. Fa piacere che tutto questo avvenga nel segno di un progetto d’indiscutibile valore scientifico e culturale. In questo modo è più facile mettere al lavoro, l’uno di fianco all’altro, vari soggetti. Alla base vi è l’idea fondante del Polo Museale, che è quella di 'fare rete’ per davvero, non in teoria. Ovvero di realizzare un’idea di tutela e valorizzazione integrate”.

Manzù Dialoghi sulla spiritualità, con Lucio Fontana
sedi: Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, Roma
Lungotevere Castello, 50
Museo Giacomo Manzù, Ardea (Roma) Via Laurentina km. 32

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