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Chiusura 25/05/2018
Edo Janich è scultore, incisore e pittore. Personaggio eclettico, è in attività da oltre 50 anni, tra viaggi e spostamenti continui. Appassionato inizialmente di scultura, ha frequentato lo studio di Giulio Ciniglia per poi dedicarsi all’incisione, dopo aver conosciuto le opere di Rembrandt. Nella sua carriera, ha realizzato circa 150 lastre all’acquaforte raccolte per lo più in cartelle realizzate per i principali editori d’arte italiani.


Via Correggio 43, Milano mappa
Inaugurazione 19/04/2018
60 opere dell’artista, friulano di origine ma cresciuto e vissuto per lo più a Roma, Palermo, Venezia e Milano - dove ha insegnato incisione a Brera - compongono la personale che La Scala Società tra Avvocati e la sua Toogood Society – fondata nel 2013 per avviare un progetto di formazione culturale – ospitano dal 19 aprile 2018 nell’Auditorium “Piero Calamandrei” (via Correggio 43, Milano). Si tratta di 20 lastre all’acquaforte, 4 sculture di gesso, 16 bronzi e 20 disegni.
Edo Janich è scultore, incisore e pittore. Personaggio eclettico, è in attività da oltre 50 anni, tra viaggi e spostamenti continui. Appassionato inizialmente di scultura, ha frequentato lo studio di Giulio Ciniglia per poi dedicarsi all’incisione, dopo aver conosciuto le opere di Rembrandt. Nella sua carriera, ha realizzato circa 150 lastre all’acquaforte raccolte per lo più in cartelle realizzate per i principali editori d’arte italiani.

60 opere dell’artista, friulano di origine ma cresciuto e vissuto per lo più a Roma, Palermo, Venezia e Milano - dove ha insegnato incisione a Brera - compongono la personale che La Scala Società tra Avvocati e la sua Toogood Society – fondata nel 2013 per avviare un progetto di formazione culturale – ospitano dal 19 aprile 2018 nell’Auditorium “Piero Calamandrei” (via Correggio 43, Milano). Si tratta di 20 lastre all’acquaforte, 4 sculture di gesso, 16 bronzi e 20 disegni.

Le opere prodotte da Edo Janich raccontano di città, ponti, palazzi, stelle e sogni, giocattoli e persone, in particolare la sua donna: sono spesso interpretazioni immaginifiche e divinizzate, sostenute da una spiccata padronanza tecnica. Le sue immagini offrono una nuova visione delle cose, che si compongono nell’universo grazie alla luce. L’artista ha la capacità di mescolare colta poesia ed energia febbrile, creando scene raffinate ed efficaci, grazie a un abile uso di mezzi manuali e tecnica.

Secondo Sciascia, grande collezionista che ha scoperto le sue acqueforti nello studio romano di Ugo Attardi, già all’inizio della sua carriera di incisore Janich veniva dopo solo i grandi, Bartolini, Morandi e Viviani, anche perché dotato della capacità di “sviluppare mentalmente ogni segno”.

Scrive Rolando Bellini, Docente di Storia dell'arte contemporanea e di Storia della stampa e dell'editoria all’Accademia di Brera, nel testo introduttivo del catalogo: “Renzo Vespignani sostiene, in anni non sospetti, che in Janich si ha un universo “mondo di forme, [un inaudito] racconto e dialogo di ombre e di chiarori velati, dal quale è bandita ogni tentazione emblematica e oggettuale”: in forza del segno, inciso, del colore, nero, generato dall’acquaforte, dal bulino, da altre tecniche; in virtù del trionfo di segno e colore che vanno dispiegandosi “in tutta la loro orchestrale ricchezza”. Poi c’è lo scultore che dilata e contrae le forme, i pieni e i vuoti, le masse corporee e le ombre loro, dando visibilità a quanto solitamente è segretato e celando, di contro, quel che è scontatamente esposto. Infine, il disegnatore Edo Janich. L’attuale disegnatore è, forse, fra tutti costoro l’espressione del più fresco e sorprendente e sempre attuale profilo di questo multanime artista.”

Il vernissage – aperto al pubblico – si terrà giovedì 19 aprile alle ore 18.30. Seguirà un cocktail. Sarà presente l’artista.

I partecipanti all'inaugurazione saranno omaggiati di una copia del catalogo della mostra.

La mostra sarà aperta al pubblico da venerdì 20 aprile a venerdì 25 maggio 2018, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00.
 
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