htAl Mudec di Milano un emozionante viaggio tra le opere di Kandinskij tp://www.okarte.it
Chiusura 09/07/2017
di Clara Bartolini
La mostra presenta 49 tra dipinti e disegni, ma anche molti degli oggetti, i dipinti, i tessuti e i simboli provenienti dalla regione di Vologda, 500 chilometri a nord di Mosca, che hanno permesso a Kandinskij di diventare ciò che è diventato: un astro della pittura russa ed internazionale.
Via Tortona, 56 Milano mappa
Inaugurazione 15/03/2017
Questa mostra avvolgente,realizzata in collaborazione con il Centro Studi sulle Arti della Russia e curata da Silvia Burini e Ada Masoero, non manca il bersaglio; ci fa conoscere davvero Kandinskij e la sua volontà di immergere lo spettatore nell'arte. Ci presenta 49 tra dipinti e disegni, ma anche molti degli oggetti, i dipinti, i tessuti e i simboli provenienti dalla regione di Vologda, 500 chilometri a nord di Mosca, che hanno permesso a Kandinskij di diventare ciò che è diventato: un astro della pittura russa ed internazionale.

Nato a Mosca, per lui autentica Madre, con la passione per l'etnografia e il folklore, che lo ha fatto viaggiare e gli ha permesso di trarre ispirazione da oggetti e abiti delle popolazioni che visitava, cogliendone lo splendore e la vivacità dei colori, eccolo a iniziare la pittura del futuro. I tessuti ricamati, i dipinti su legno o su carta, i giocattoli e i cavallini di legno che anche quando era bambino stimolavano la sua fantasia, hanno avuto un ruolo molto importante nel suo immaginario e i cavalli in particolare, sono diventati uno dei temi prediletti delle sue rappresentazioni.

Un rivoluzionario che dalla pittura figurativa, scomponendo psichicamente ciò che guardava, si è spinto verso la pittura astratta. La sua ricerca volta al mondo interiore e alle emozioni che lo attraversano, lo ha portato a coinvolgere la musica, "la più astratta delle arti", nelle sue sperimentazioni, e il colore ha potuto esplodere in questo viaggio dell'anima, verso intense emozioni e direzioni nuove.

La mostra è divisa in tre sezioni: Vologda, il viaggio dentro il quadro, Il cavaliere errante e Mosca Madre. Ma, la parte più coinvolgente, è quella interattiva ed immersiva. Se Kandinskij avesse potuto immaginare come la tecnologia proposta al Mudec, riesca ad avvolgere lo spettatore, ne sarebbe stato felice, perché il suo lavoro tendeva proprio a questo. Un visionario molto lungimirante che ha lavorato per trasformare l'arte, un vero precursore dalle doti psicologiche non comuni. Il suo intento era quello di trasformare la vista di un quadro in un viaggio emozionale, psichico alchemico,totale.

Nella sezione interattiva, ideata da Giuseppe Barbieri e gli artisti visivi di CamerAnebbia, realizzata con un apparato di Information and Communication Technologies, possiamo toccare una delle sette fiamme proiettate su di una grande parete, rappresentate con pezzi di colore e con alla base una minuta visione di un quadro. Da quel momento, cullati da musica classica, quella che ascoltava l'artista per ispirarsi, ecco apparire un rutilare di elementi dell'antica Russia, immagazzinati nell'immaginario dell'artista, fino a comporre, pezzo dopo pezzo, nell'oscurità illuminata da fantasmagorici colori, l'opera intera e finita come noi la vediamo appesa alla parete. Davvero emozionante ed efficacemente realizzato questo viaggio nell'opera. Tra cavalli e giocattoli, tra colori dall'esuberanza indicibile e musica classica, e dipinti mai esposti prima in Europa, questa stupefacente mostra piacerà a grandi e piccini.
dal 15 marzo al 9 Luglio 2017


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