htNero su Nero. Da Fontana e Kounellis a Gallianitp://www.okarte.it
Chiusura 09/07/2017
La rassegna è una originale riflessione sull’utilizzo del colore nero nella pittura e nella scultura a parete italiana attraverso una selezione di 31 capolavori di noti maestri, rappresentativi dei principali momenti artistici della storia dell’arte contemporanea del nostro Paese.
Costa S. Giorgio, 2 - Firenze mappa
Inaugurazione 14/04/2017
A Villa Bardini la collettiva di arte contemporanea 'Nero su Nero. Da Fontana e Kounellis a Galliani’ allestita dal 14 aprile al 9 luglio nelle sale espositive del terzo piano. Curata da Vera Agosti, l’esposizione è promossa dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini Peyron della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze in collaborazione con Tornabuoni Arte e Fondazione Roberto Capucci e ha il Patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Firenze. L'evento è reso possibile grazie al contributo di Unicoop Firenze, Zoolandia e Ars Movendi E.S. Logistica Firenze. Alcune delle opere esposte provengono anche dalla galleria Claudio Poleschi Arte Contemporanea di Lucca e da L'ARIETE artecontemporanea Bologna. Il titolo è tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, i cui eredi e la relativa Fondazione ne hanno autorizzato l’utilizzo.

La rassegna è una originale riflessione sull’utilizzo del colore nero nella pittura e nella scultura a parete italiana attraverso una selezione di 31 capolavori di noti maestri, rappresentativi dei principali momenti artistici della storia dell’arte contemporanea del nostro Paese. Ecco allora lo Spazialismo con 5 tagli neri di Lucio Fontana e un’opera di Paolo Scheggi, l'Informale con un Catrame di Alberto Burri e un raffinato piatto, il Concettuale con Vincenzo Agnetti, l’Arte Povera con una grande scultura di Mario Ceroli e un lavoro di Jannis Kounellis, il famoso maestro recentemente scomparso. E ancora, la Pop Art con quattro tele di Tano Festa e Franco Angeli, la Transavanguardia con il dipinto La Monaca di Enzo Cucchi, opere di personalità uniche e singolari come Gino De Domincis e Nunzio, il gruppo degli Anacronisti e il Magico Primario con Omar Galliani, un campione del disegno contemporaneo, che ha saputo nobilitare questa pratica e attualizzare la tradizione classica e rinascimentale. In mostra anche Nicola Samorì, pittore amatissimo in Italia e nel Nord Europa e protagonista nell’ultimo Padiglione Italia della Biennale di Venezia, Francesca Pasquali, con le sculture di cannucce e neoprene che creano superfici vibranti, Lorenzo Puglisi che reinterpreta i capolavori dei maestri del passato e il fiorentino Iacopo Raugei, con allegorie contemporanee e un nero sontuoso, ricco e composito, che talvolta vira impercettibilmente verso altre tinte.
Nella collettiva viene ricordato anche il lavoro dell'antropologo Michel Pastoureau sulle implicazioni storiche e sociologiche dei colori.

Un originale approfondimento del nero nella moda viene offerto anche dallo stilista Roberto Capucci che presenta, nell’ultima sala, alcuni abiti neri in dialogo con tre lavori di Alberto Burri, Enzo Cucchi e Omar Galliani, una sorta di summa e di sintesi dell’intera collettiva. Per l’occasione e per tutta la durata della mostra nel Museo Capucci, ospitato nella villa, sono presentati solo modelli in nero. A corredo un elegante e prestigioso volume della Prearo Editore, storica casa editrice milanese specializzata in libri d’arte.
Villa Bardini Costruita su un preesistente impianto medievale, Villa Bardini fu edificata dall’architetto Gherardo Silvani nel 1641.Dopo il susseguirsi di una serie di passaggi di proprietà, la villa fu acquistata nel 1913 dall’antiquario Stefano Bardini insieme ad alcuni edifici in via de’ Bardi, così facendo questi furono uniti al palazzo in Piazza de’ Mozzi acquistato in precedenza. Alla morte di Stefano Bardini la proprietà passò al figlio Ugo che morì senza eredi nel 1965. Il suo lascito sarebbe dovuto andare alla Confederazione Elvetica che lo rifiutò e fu così che nel 1987 lo Stato Italiano ricevette tale meravigliosa eredità. La Villa fu poi affidata all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze nel 1998 e dopo un lungo periodo di lavori il giardino fu riaperto al pubblico nel 2005 e la Villa nel 2007.

Il giardino di Villa Bardini Gli appassionati dell’arte possono immergersi nel parco naturalistico e architettonico del Giardino Bardini, luogo tra i più affascinanti di Firenze dal cui Belvedere si gode di una spettacolare vista sulla città. Quattro ettari di bosco, frutteti e giardini di rose, iris, e ortensie costeggiano parte delle mura medievali di Firenze. Il “Giardino dei tre giardini” - secondo la definizione data dall’antiquario Stefano Bardini (1836 – 1922) ultimo proprietario privato - si presenta con il bosco all’inglese, la scalinata barocca e il parco agricolo, e si configura come eclettica stratigrafia di usi e gusti, di mode e utilizzi che hanno cavalcato i secoli. Sono circa duecento i reperti tra statue e vasi, oltre a piccole architetture, fontane e arredi lapidei, oggi tornati al loro antico splendore dopo un accurato restauro durato cinque anni.

La Fondazione Leonardo Sciascia Ente morale giuridicamente riconosciuto, è stata istituita dal Comune di Racalmuto d’intesa con lo scrittore, che le ha donato una pregevole collezione di ritratti di letterati (dipinti da Clerici, Guccione, Guttuso, Caruso, Tranchino e Chagall), quasi tutte le edizioni italiane e straniere dei suoi libri, le lettere ricevute in mezzo secolo d’attività letteraria e circa 2000 volumi della sua biblioteca. L’istituzione bandisce un premio biennale per tesi di laurea sulla figura e l’opera di Leonardo Sciascia. Di particolare interesse la mostra fotografica permanente “La Sicilia, il suo cuore”, interamente dedicata a ritratti d’autore di Sciascia firmati da fotografi di fama internazionale come Henri Cartier-Bresson e Ferdinando Scianna. Sede di prestigiosi convegni letterari e scientifici, di rassegne di pittura, scultura e cinema, di esibizioni musicali, di seminari di studio su diversi temi, curatrice e promotrice di pubblicazioni, strettamente legate al ricordo e all’attualizzazione del messaggio di Leonardo Sciascia, la Fondazione è costantemente impegnata, nel rispetto della volontà dello scrittore e per sua stessa vocazione, al fine di contribuire alla promozione della cultura nel territorio siciliano e allo sviluppo di una forma di “turismo culturale”.
Info:
[email protected] - tel. 055.20066206 (dal lunedì al venerdì) - Parcheggio gratuito nel piazzale interno al Forte Belvedere fino a esaurimento dei posti

foto: Kounellis 100x70

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