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Uno sguardo sulla Basilica di Città Alta a Bergamo

Basilica di santa Maria Maggiore Bergamo
di Margherita Pavoni
Il luogo senz'altro più affascinante di Bergamo Alta è la piazza Vecchia con i suoi portici e la piazzetta della Basilica di Santa Maria Maggiore, il Battistero e il Duomo.
La Basilica di Santa Maria Maggiore è tra le chiese più spettacolari: colpisce fin dalla scalinata, con i bianchi leoni stilofori, ma ad affascinare particolarmente è lo scorcio in cui si trova un po' tutto il complesso, chiuso da un grande porticato e dal complesso palazzo del campanone.
piazza Rosate, Bergamo mappa
Il luogo senz'altro più affascinante di Bergamo Alta è la piazza Vecchia con i suoi portici e la piazzetta della Basilica di Santa Maria Maggiore, il Battistero e il Duomo.
La Basilica di Santa Maria Maggiore è tra le chiese più spettacolari: colpisce fin dalla scalinata, con i bianchi leoni stilofori, ma ad affascinare particolarmente è lo scorcio in cui si trova un po' tutto il complesso, chiuso da un grande porticato e dal complesso palazzo del campanone.

Fu edificata attorno alla metà del XII secolo da un certo magistro Fredo, probabilmente in voto alla Madonna, e l'esterno conserva le linee prettamente romanico-lombarde originarie, mentre l'interno, che ha mantenuto l'assetto romanico a croce greca, è stato decorato a stucchi in epoca barocca. Originariamente era chiesa battesimale della cattedrale di S. Vincenzo sorta accanto al complesso della curia Vescovile di Bergamo.
I lavori subirono rallentamenti attorno al 1200 a causa delle difficoltà economiche, ma tra il XIV ed il XV secolo, periodo fondamentale, furono ripresi con l'aggiunta del Battistero: l'esterno della chiesa conferma la costruzione in due tempi differenti.

Curiosa particolarità è che la basilica non ha un ingresso centrale ed una facciata, in quanto faceva parete unica con l'antico palazzo vescovile; gli accessi sono tutti laterali. Sul transetto settentrionale si apre la cosiddetta “Porta dei leoni rossi”: si tratta di un bel protiro gotico realizzato da Giovanni da Campione (1353) con leoni stilofori in marmo rosso veronese. Al di sopra una loggia con archetti trilobati ospita le statue di tre Santi, mentre ancora al di sopra si trova la statua della Madonna col Bambino, affiancata da Sant'Esteria e Santa Grata, opera di fine Trecento di Andreolo de' Bianchi. A destra della porta s'innalza la celebre cappella Colleoni, uno dei capolavori dell'architettura rinascimentale lombarda.
La “Porta dei leoni bianchi” che apre il transetto destro su piazza Rosate è coperta da un protiro più semplice, sempre di Giovanni da Campione (1360), sostenuto da due ordini di colonne: quelle esterne sorrette da due leoni stilofori, le interne da due telamoni. La bella abside centrale è coronata da una loggia a volte a botte, al di sotto della quale si trova una serie di snelle monofore.

L'interno si presenta spettacolare. E' infatti interamente decorato - in particolare la cupola - mentre alle pareti sono appesi arazzi fiorentini e fiamminghi del XVI e XVII secolo.
Tra i tesori pittorici più antichi troviamo gli affreschi trecenteschi d'ispirazione giottesca, che sono sopravvissuti alla decorazione barocca: il grandioso “Albero della vita”, le “Storie di Sant'Egidio” e l'”Ultima Cena”. Sempre medievale è il sarcofago del cardinale Guglielmo Longhi, opera del 1330 circa di Ugo da Campione, mentre un altro monumento funebre è quello dedicato a Gaetano Donizetti, sulla parete di fondo, opera del 1855 del celebre scultore Vincenzo Vela.

A conclusione, impossibile non citare lo stupendo organo a canne, primo organo positivo realizzato da colui che operò alla costruzione di quello del Duomo di Milano (1395), Fra Martino de Stremidi.

 
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