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PREMIO NAZIONALE POPOLARITA' / IPPOGRIFO D'ORO 2020 Direttore Artistico: Melinda Miceli - Giornalista Scrittrice stendhaliana Critica d'Arte

Melina Miceli"Ringrazio Alfonso Celentano per avermi voluto Direttore artistico del Festival di Sarno, Premio Nazionale Popolarita'. Il premio sara' un grande incubatore culturale nel quale confluiranno tutte le arti; scrittura, recitazione, poesia, pittura ed infine ma non ultima la solidarieta'. Un prezioso mosaico a testimonianza dell'impegno del Premio Ippogrifo d'oro contro ogni forma di bullismo e di violenza, per educare alla Cultura della liberta' e della conoscenza, declinate dalla grande creativita' di tutti gli artisti.
Trionfo dell'arte e dell'impegno sociale"

Chi è Melinda Miceli?
l'intervista / conversazione
di Alfonso Celentano

Melinda Miceli è uno spirito libero, un’intellettuale poliedrica e multitasking ma di stampo classico che reclama volentieri di essere catalogata fra le specie in via di estinzione per la sua coscienza lucida e critica sul suo tempo, interprete dell’universale, donna di pensiero e di grande coraggio che cerca da sempre di vedere al di la’ del sistema e degli schemi. La ricercatrice che scava nella memoria del passato e nel nostro percorso di civiltà che è ancora fermo da qualche parte nella notte dei tempi in attesa di essere disvelato per intero...



Festival sarnoHai viaggiato parecchio e hai conosciuto l’Africa, l’Irlanda e altre terre lontane. Forse sono stati i luoghi da te visitati che ti hanno ispirato e invitato a scrivere?

- Nei miei viaggi lontani ero alla ricerca di luogo che riempisse quella deprimente sensazione di vuoto, simboleggiata dalla morte di mio padre quando avevo solo ventuno anni, oltre che di una risposta al mistero della vita, affrontare l'enigmaticità dell'esistenza è una missione che iniziata in me con i viaggi è approdata alla scrittura non un lavoro ma l’attività espressiva che mi ha dilettato e mi ha permesso di contribuire alla conoscenza internazionale e alla valorizzazione del territorio siciliano attraverso le mie guide didattiche e da intenditore dedicate alla ancestrale e misteriosa Trinacria.

Nei tuoi libri, in cui si descrive la moralità sociale decaduta e nello stesso tempo la sofferenza di chi, invece, non accetta tale involuzione sociale e culturale, non mancano le descrizioni naturalistiche che aiutano il lettore a conoscere aspetti che spesso si sconoscono o non si attenzionano abbastanza. Cosa vuol dire, allora, per te, essere scrittrice?

- Una vocazione profonda ossia vestire l’abito sacrale dello scrittore per filtrare e divulgare messaggi sociali e sottotemi importanti tesi a svegliare le coscienze sull’infinito patrimonio di una terra che attende ancora riscatto e sull’habitus morale dei siciliani sempre amanti con grande ardore del loro territorio che vedono depredato da secoli di malgoverno. Potrebbero aspirare ad un primo inizio di riconversione economica, con il ritorno e il rilancio della vocazione siciliana all’agricoltura e al turismo se anche il mondo politico guardasse con interesse concreto a quest’ipotesi. Compito dello Scrittore da sempre è scuotere dall’oblio e dare stimoli etici e creativi.

Hai ricevuto tanti premi e riconoscimenti, per ultimo quello di Donna Siciliana 2017 come critico letterario e d’arte, nel 2016 il Premio Speciale per la Letteratura e nel 2015 per la scrittura e l’arte insieme al Premio Cultura Sicilia 2016, Premio arte Pentafoglio. Quant’è importante per te ricevere tali riconoscimenti e quale testimonianza può dare alle donne, in un periodo in cui la donna fatica ancora a far valere i proprio diritti e ad affermare la sua uguaglianza con gli uomini ?

- Non avrei mai creduto di essere investita da tanti onorevoli riconoscimenti specie negli ultimi 2 anni, mi sono piombati addosso per la legge di attrazione non si spiega altrimenti. Se tu vai verso una cosa e la pensi col cuore riesci a farla materializzare. Da tempo seguivo con tutta me stessa le mie pubblicazioni ottenendo la stima di grandi personaggi e università estere come quella di Canterbury e la Landsfield. Il mio impegno non è una superficiale arrampicata verso il successo come per altri ma la traccia di un disegno e di un messaggio imperituro di ricostruzione dell’identità storica siciliana e dell’autonomia sociale e ed economica della donna fino dai tempi antichi posta in una condizione di inferiorità evolutasi in una società essenzialmente misogina. Molti pregiudizi che vivono ancora oggi nell’immaginario collettivo hanno radici molto lontane e sono stati influenzati dal pensiero di molti filosofi, letterati e politici. Basti vedere quante donne ancora subiscono maltrattamenti e uxoricidi per comprendere quanto sia difficile essere donna oggi in una società ancora non del tutto evoluta nella quale fa spesso capolino il predominio maschile di tutte le sfere alte della società e che purtroppo la vede tuttora in parte confinata in un ruolo di oggetto sessuale. La nuova donna per affermarsi non solo come corpo ma soprattutto come intelletto deve ancora molto lottare contro gli schemi culturali radicati soprattutto in Sicilia.

L’ultima tua fatica letteraria: “Prima donna in Sicilia”. Cosa puoi dirci di questo titolo?

- Il titolo fa riferimento al mio romanzo in parte autobiografico ed esoterico con personaggi eventi speciali sullo sfondo di una Sicilia artistica e misteriosa dove si svelano tutti i segreti di una primadonna che con grande professionalità ed etica unica ha saputo emergere come scrittrice nell’isola del gallismo di Vitaliano Brancati. Il romanzo narra un processo storico e personale, introducendo il lettore alla conoscenza del Mondo Iniziatico. Alchimia, esoterismo, gematria e kabbaláh ebraica si rincorrono spalancando le porte all’invisibile. Si tratta anche di un libro di rinvii testuali in quanto cita opere di filosofia mentre scorre sotto la vita come flusso continuo che il pensiero cerca di arrestare, di fissare in forme stabili. Il messaggio di Primadonna in Sicilia, romanzo sprovincializzato, è la contestazione del materialismo epicureo, la conoscenza del trascendentale, l’amore eterno, il superamento di alcuni schemi mentali negletti che riavviano l’immobilismo siciliano. Il mio obiettivo in quest’opera, come dico nella premessa, è stato anche quello di rendere la trama filmica, quasi una sceneggiatura avvincente per annunciare e presentare le trasformazioni epocali che la nostra società sta registrando grazie ai messaggi delle scienze occulte e delle varie teorie scientifiche e teosofiche che scuotono il sapere tradizionale. L’uomo nel mio romanzo è mostrato come un insieme di tendenze inconsce e irrazionali, l’uomo ha molteplici personalità e in questo contesto freudiano realtà e illusione non sono più distinguibili e i confini tra sogno e veglia sfumano nell’esoterismo che pervade personaggi e atmosfere. La scrittura è minuziosa nel narrare nel descrivere situazioni inverosimili nel fondere perfettamente realtà e immanifesto attraverso l’uso di nessi subordinati e della psicologia più dotta. Introduce luoghi e personaggi reali, e ad essi sottrae concretezza lasciandoli sfumare in un’atmosfera astratta e misteriosa nella quale si può vedere la condizione dell’uomo contemporaneo soffocato dall’autorità del tempo.

Un’ultima domanda: e se io dovessi descrivere con una sola parola il tuo libro?
La stanza degli specchi.

- La mia protagonista Ursula in copertina sembra dire: Io sono colei che mi si crede sono entrambe e non sono nessuna, ossia il concetto relativistico che la realtà coincide con l’apparenza e che la vita si manifesta come apparenza e illusione al contempo. La bellezza quando si associa alla femminilità, all’intelligenza e all’intuito rende una donna potente oltre ogni misura. Un essere umano è una creatura estetica prima ancora che etica. La bellezza … per l’uomo profano è relativa ma essa per il poeta è l’ombra di Dio nell’universo.
Dunque La bellezza, è anche un enigma.
Ursula chiude la sua anarchica rivolta contro la forma alla quale la società l’aveva condannata perciò ha una funzione paradigmatica nel rivoluzionare il ruolo della donna moderna assurgendo ad eroina dei nostri tempi attraverso un non facile percorso iniziatico di crescita antico come il mondo stesso.

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Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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