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Chiesa di Santa Maria della Passione a Milano: “Galleria” di Arte Sacra

Chiusura 25/08/2020
di Stefano Pariani
E' una tra le chiese più importanti di Milano non solo per la sua storia artistica, ma anche per i concerti di musica sacra che si tengono al suo interno. Del resto proprio al suo fianco sorge il Conservatorio e gli ambienti della Chiesa di Santa Maria della Passione si profilano come il luogo più naturale per gli appassionati di musica classica.
via Conservatorio, Milano mappa
Inaugurazione 25/08/2020
Nel 1485 il nobile milanese Daniele Birago dona ai Canonici Lateranensi un fondo per la costruzione di un monastero ed una chiesa dedicati alla Madonna della Passione, il cui culto è legato alla devozione di un antico affresco situato in quelle terre in una piccola cappella, meta di pellegrinaggi popolari. I lavori iniziano nel 1486 sotto la direzione di Giovanni Battagio, ingegnere ducale, che realizza un edificio ottagonale con quattro bracci sporgenti, e proseguono nel 1550 con l'innalzamento del grande tiburio ottagonale a due ordini sovrapposti, opera di Cristoforo Lombardi, imponente nei suoi 50 metri d'altezza. Per volontà di Carlo Borromeo la chiesa va incontro ad una trasformazione dal 1573, che la porta ad allungarsi con l'aggiunta di tre navate e di cappelle laterali, in linea con i dettami della Controriforma. La facciata, rimasta incompiuta nella parte alta, è invece barocca e viene realizzata verso la fine del 1600 con un ciclo di sculture a bassorilievo di Giuseppe Rusnati dedicate agli episodi della Passione di Cristo.

Anche le opere conservate nella chiesa ruotano attorno al tema della Passione, come un filo narrativo comune, realizzate da alcuni tra i più importanti artisti della pittura lombarda del Cinque e Seicento. Nella cappella del transetto sinistro, ancora nella sua collocazione originaria, si trova la grande pala d'altare con l'”Ultima Cena” (1543) di Gaudenzio Ferrari, uno degli ultimi lavori del maestro valsesiano, che reinterpreta il Cenacolo di Leonardo ponendo gli Apostoli quasi a cerchio attorno alla tavola e dando un tono più quotidiano all'interrogarsi, allo stupirsi, al vivo gesticolare dei commensali di fronte all'annuncio del tradimento, con un Cristo che, come quello leonardesco, mostra serenità e distacco rispetto alle reazioni altrui. La sapienza compositiva, i colori brillanti e preziosi e la grande cornice dorata originale pongono quest'opera tra le più belle di Santa Maria della Passione, lodata anche dal Vasari come “cenacolo bellissimo”. Accanto troviamo una drammatica e tenebrosa “Crocefissione” di Giulio Campi (1560), mentre passando al transetto destro ci s'imbatte nella monumentale “Deposizione” (inizi XVI secolo) attribuita a Bernardino Luini o, secondo altri, a Bernardino Ferrari, che in origine doveva trovarsi sull'altare maggiore. Si tratta di alcune delle opere più antiche della chiesa e sembrano quasi dialogare tra di loro con i tre momenti fondamentali della Passione. E in qualche modo è legato ad essa anche il celebre “Digiuno di San Carlo Borromeo” di Daniele Crespi (1628-1629), ormai ispirato dai toni pietistici della pittura controriformista, con un'attenzione profonda al realismo e all'umanità del Santo.

Tra le numerose opere sono degne d'attenzione la grande cupola, spettacolare nella visione da sotto insù, il catino absidale affrescato con l'”Incoronazione della Vergine” di Panfilo Nuvolone (XVII secolo) e il “Monumento funebre di Daniele Birago”, il nobile finanziatore che diede avvio all'erezione della Chiesa, scolpito in marmo da Andrea Fusina nel 1495, che in origine si trovava al centro dell'edificio in corrispondenza del tiburio ed oggi è collocato sotto l'organo di destra. Un'opera che rappresenta il gusto classicheggiante della scultura rinascimentale lombarda tra la fine del Quattrocento e l'inizio del nuovo secolo. Da non mancare, prima di uscire dall'edificio sacro, la Sala Capitolare, uno dei capolavori rimasto intatto di Santa Maria della Passione, decorata con gli splendidi affreschi del Bergognone (1510-1515), tra cui spiccano Cristo e gli Apostoli dipinti a figura intera sulle pareti.

Testimone di secoli d'arte e di storia, la Chiesa di Santa Maria della Passione è una sorta di galleria artistica dove è visibile il graduale passaggio dall'arte tardo-rinascimentale lombarda a quella seicentesca, sempre affascinante per chi già la conosce ed una vera sorpresa, invece, per chi, passando per quell'angolo silenzioso di Milano che è via Conservatorio, volesse dedicare del tempo ad uno dei tanti “tesori nascosti” della città.

 
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