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Prada Milano, il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori, un viaggio nella bellezza

sarcofago
Chiusura 13/01/2020
di Clara Bartolini
Un progetto espositivo concepito da Wes Anderson, regista statunitense, e Jouman Malof, illustratrice e scrittrice libanese. 537 opere d'arte e oggetti selezionati dai curatori provenienti da 12 collezioni del Kunsthistorisches Museum di Vienna e da 11 dipartimenti del Naturhistorisches, anch'esso di Vienna.
Largo Isarco, 2 Milano mappa
Inaugurazione 20/09/2019
Dal 20 settembre al 13 gennaio, la Fondazione Prada ci offre la possibilità di entrare in uno scrigno e visitare una mostra imperdibile. Un progetto espositivo concepito da Wes Anderson, regista statunitense, e Jouman Malof, illustratrice e scrittrice libanese. 537 opere d'arte e oggetti selezionati dai curatori provenienti da 12 collezioni del Kunsthistorisches Museum di Vienna e da 11 dipartimenti del Naturhistorisches, anch'esso di Vienna. I musei gemelli, inaugurati nel 1891, sono tra i più rilevanti in Austria e in Europa.

Il primo raccoglie più di quattro milioni di opere collezionate dagli Asburgo e poi dalla Repubblica d'Austria, Il secondo è uno dei musei di scienze naturali più importanti al mondo, con 20 milioni di oggetti. Il progetto, grazie alla visione rivoluzionaria dei due ideatori, sviluppa uno studio su un arco temporale vastissimo, da un bracciale risalente al 3000 a.C. al secolo scorso. Gli oggetti e le opere presentate, sono riuniti e divisi in modo assolutamente arbitrario rispetto alle regole seguite tradizionalmente da tutti i musei.
Tanto per cominciare, il titolo della mostra è davvero spiazzante poiché prende il nome da una scatola, piccolo sarcofago egizio, che contiene un toporagno del IV secolo a.C. Appena entrati, prima di iniziare a riflettere sul perché di tante opere che mai sono state presentate insieme nei musei dai quali provengono, si viene affascinati, abbacinati, dalle atmosfere, dai colori, dalle suggestioni, dalle commistioni che invadono e galleggiano in ogni spettatore.

La bellezza assoluta di ogni reperto, ogni quadro, ogni oggetto, ogni animale, così mescolati in modo imprevedibile, lasciano lo spazio a emozioni ed evocazioni imprevedibili. Impossibile restare indifferente a uno spettacolo del bello di qualità superba. Niente didascalie, niente effetto museo, piuttosto una raccolta fatta in modo singolare, efficace e davvero speciale. Tutto spinge a flettere sulle motivazioni che portano al collezionismo e alle modalità con le quali le raccolte in generale e, queste in particolare, vengono vissute.
Ispirandosi alla Wunderkammer, la mostra sfida i canoni tradizionali. La scelta delle opere si basa su una profonda conoscenza delle collezioni delle due istituzioni museali da parte di Anderson e Malouf, e si dipana dalla volontà di proporre nuove relazioni e un approccio non accademico e nello stesso tempo interdisciplinare nella scelta degli elementi. Nascono interessanti risonanze tra i lavori raccolti e gli universi creativi dei due ideatori. Le opere sono esposte a gruppi, in ambienti dai diversi colori. Stupefacente la stanza verde dove, tra gli altri preziosissimi oggetti, uno splendido manufatto costituito da smeraldi di diverse dimensioni provenienti dalla Colombia, lascia a bocca aperta.

Seguono stanze di altri colori, con opere classiche di origine romana come Busto di matrona e giovane uomo con corta barba, e testimonianze di pittura egizio romana. Tra i dipinti cinquecenteschi e seicenteschi  si ammirano due celebri opere di Lucas Cranach il Vecchio, Ritratto del Duca Giovanni Federico di Sassonia di Tiziano e Ritratto di Isabella d'Este di Peter Paul Rubens. E poi oggetti e suppellettili, animali reali e immaginari, in un originale allestimento ideato dai due artisti curatori con Itai Margula (Margula Architects). Un vero gioiello che da Vienna è arrivato  alla Fondazione Prada, più ricco e più vasto di come, per la prima volta, è stato presentato nella capitale austriaca tra novembre 2018 e aprile 2019. Il tutto è completato da un libro d'artista edito dalla Fondazione Prada. Un contenitore prezioso con disegni, riproduzioni e materiali vari, citando come modello il museo portatile (Boite en-valise) di Duchamp, con testi  dei due ideatori e  dei curatori associati Mario Mainetti di Fondazione Prada e Jasper Sharp del Kunsthistorisches Museum. Da non perdere assolutamente.    
 
 © Ph. Jeremias Morandell | Veduta della mostra “Spitzmaus Mummy in a Coffin and other Treasures” Kunsthistorisches Museum, Vienna. Sarcofago di un toporagno c. IV sec. a.C legno dipinto 21.9 x 11.6 x 11.4 cm Kunsthistorisches Museum Wien, Collezione egizia e del Vicino Oriente
 
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Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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