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Freedom 2.0

Urban Solid -  Olga Lomaka

19 febbraio – 21 aprile, Espinasse31
 Accostando i simboli spirituali della filosofia orientale con le etichette di marca e le icone di moda della società contemporanea, per lo più occidentale, prevalentemente consumista, Olga Lomaka si interroga sulla possibilità di coesione di due diversi approcci alla vita, offrendo allo spettatore l’opportunità di rivalutare le idee e i valori di oggi per meditare sul passato e presente.

 Selezionata come miglior artista contemporanea  dalla prestigiosa casa d’asta Philips nel 2017 e definita  “fashion artist” dal canale tv moda di Mosca nel 2013, Olga ricerca l’essenza del significato nascosto di immagini popolari e prodotti di consumismo facilmente riconoscibili: “Vedo l'arte come libertà di creare un mondo secondo i propri desideri: non solo catturare la bellezza della natura o alcuni aspetti del mondo reale, ma rendere la propria fantasia una realtà”.

Del ciclo “Artefacts”, presentati per la prima volta nel 2016 alla Saatchi Gallery di Londra, vengono esposti in mostra “Candy Man” e “Facebook”, bassorilievi dove delle immagini raffiguranti figure in posizioni di meditazione di ispirazione buddista sono incise su legno e “arricchite” da nuove icone rappresentative delle tendenze giovanili come brand, logo, idoli di fashion industry:  nuovi attributi di bellezza e simboli inalienabili dei social networks.

Il simbolo dei tempi moderni si sovrappone quindi all’immagine classica ed analogica, integrandone il suo significato. Della serie “At the Bottom of Your Glass”, l’artista russa espone nove  acrilici, dove, sotto forma di emoji, sono raffigurate le emozioni dell’uomo, dopo aver bevuto un drink: “ho scelto deliberatamente di rappresentare un bicchiere di Martini perché l’alcool riesce a svelare i nostri sentimenti più intimi e nella nostra società, gli emoji simboleggiano il modo più popolare e divertente per comunicarli”. Mettendo a nudo le emozioni e giocando con i pensieri stereotipati che alimentano le nostre menti, Olga mescola simboli classici e nuove icone per far emergere significati, nati da questa convivenza scioccante e provocatoria.

Un’icona pop cara all’artista e protagonista in mostra del progetto “Pink Magic”, è la Pantera Rosa, personaggio conosciuto grazie al famoso cartoon degli anni Sessanta. La sua indole, ambiziosa e vincente, invita lo spettatore a distaccarsi dalla pressione giornaliera della routine quotidiana e a ricercare, come in un rituale magico, la possibilità di entrare in una nuova dimensione edonistica e sensuale, attraverso un taglio, realizzato sulla tela. Presentato nel 2018 presso la Scuola Nuova di Santa Maria della Misericordia, durante la Biennale delle Nazioni di Venezia, “Pink Magic” trasforma una tradizionale “battaglia dei sessi” in un’opera gioiosa da cui entrambe le parti traggono piacere.

Gli Urban Solid, duo di artisti italiani, conosciuti per la creazione di solidi urbani in giro per il mondo, espongono invece sculture, diversamente realizzate in bronzo, resina, legno e gesso, che analizzano le ossessioni e le manie dell’uomo, quando rimane vittima del capitalismo moderno.

 Ideate in anteprima per Espinasse 31 i collezionisti potranno ammirare le sculture “Urban brain”  “Urban coin” e “Urban gold” lasciando a ciascun visitatore la propria interpretazione e riflessione sulle stesse.

Ispirandosi alla criptovaluta dei bitcoin, gli “urbancoin” simboleggiano la dipendenza e l’ossessione di una società, ridotta ad avere nel denaro la misura del valore non solo degli oggetti, ma delle persone: “In questa società corriamo il rischio di sostituire le banconote agli affetti, le nostre vite ruotano intorno ai soldi, alla paura di perderli e al desiderio di possederli”.

Durante il vernissage, gli artisti saranno protagonisti di un’interessante performance, “Money Obsession”, scaturita da alcune riflessioni sul materialismo della società in cui viviamo: “Il fatto che le nostre opere abbiano sempre un significato o un messaggio sociale è perché fare arte urbana significa evidenziare la realta che ci circonda in modo semplice e comprensibile “pop art” .

E’ stata poi creata all’interno della galleria la “self rich zone” tutta da scoprire  dove gli spettatori saranno invitati anche a farsi dei selfie davanti ad un muro pieno di “urbancoin”; l’installazione potrà essere ripresa in case, uffici, palazzi delle dimensioni richieste dal cliente.



Freedom 2.0 è quindi un invito alla riflessione sulla libertà del nostro essere ed esistere in funzione della realtà sociale e tecnologica nella quale viviamo e dalla quale spesso rimaniamo inconsciamente intrappolati.


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