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LETTERA APERTA AL FIGLIO: "E ADESSO TE NE VAI" (di Roberto Zaoner)

di Roberto Zaoner



E adesso te ne vai. Ma questa volta non ti vedrò partire. Mi hai già

rubato una parte di me, quando mi salutasti una mattina di un

giorno d'estate per cominciare l'avventura della tua vita. Io, ancora

dormiente, ti feci un cenno con la testa e il mio sguardo ti seguiva

mentre ti incamminavi per lasciare la mia stanza.

 

E poi, poco alla volta, alzai il braccio per salutarti. Eri venuto da me.

"Papà, io sto partendo", e mi sentii strappare un pò del mio cuore.

Non volevo più quasi svegliarmi per affrontare il quotidiano. Ed il

mio cruccio e il risentimento verso di me mi affliggevano. Il tormento

era forte e insopportabile. Non ero riuscito ad abbracciarti e ad

augurarti un buon futuro. Mi ero perso il momento più bello:

lasciarmi andare ed abbracciarti, e tenerti stretto a me, e scolpire

nella mia mente quel momento magico di infinito amore. Avrei

fermato il tempo in quell'attimo fuggente. Realtà accettata ma non

voluta quella di voi giovani. Negazione scontata per il lavoro a cui

ogni uomo ha diritto.

 

 

E' il destino di tanti giovani di oggi non riuscire a trovare un lavoro

nel luogo ove sono nati e cresciuti. Sono costretti a lasciare ricordi e

affetti e ad affrontare realtà a loro sconosciute. Io vi amo, figli miei.

E con voi, tutti i giovani senza speranza. Siete creature lasciate al

vostro incerto destino. E la paura del domani fa breccia nei vostri

animi. Vi entra nel sangue e sconvolge le vostre menti. Un'attesa

viva e fiduciosa del divenire sarebbe già una fortuna per voi. Ma la

speranza la vedete allontanare. E' come un veliero che vedete

sempre più piccolo per poi scomparire oltre l'orizzonte. La nave

della speranza si dissolve in mezzo ai mari, e vi sentite vuoti e

dannati. 


Ma i più testardi non si fermano, e percorrono l'unica strada

possibile. Vivono d'impegno, di costanza, di passione e di tenacia.

Oggi sei qualcuno, figlio mio, non più un anonimo perduto lungo

una via di scarsa aspettativa del dopo. La perseveranza ti ha

premiato. Hai un lavoro, anche se lontano da qui. Adesso che hai

finito di trascorrere con noi i tuoi giorni di meritato riposo, ti dico di

andare. Vai pure. Ti saprò sicuro per le tue capacità. Ma non farlo

davanti a me. Ho paura di un sentimento già provato con dolore.

L'unico mio conforto e appiglio è saperti sicuro e sereno per la tua

strada. E per liberarmi da questo mio travaglio, fingo

nell'immaginarmi di nuovo vicino a te. Quando ritornerai non lo

sappiamo. Ma quasi non importa. Il tempo non è breve solo quando

stiamo insieme, ma anche quando siamo lontani.


27 luglio 2017.

Roberto Zaoner

E ADESSO TE NE VAI




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