LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Sede: Fondazione Pomodoro / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 19.10.2010 - 20.02.2011
Ora:
Descrizione:
ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO
DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011
LA MOSTRA
LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari.

L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.

Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo.

Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro.


Milano, giugno 2010

LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35)
19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011

Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22
Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese.

Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro



La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività.
UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti.


Info:
Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394
www.fondazionearnaldopomodoro.it
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Ufficio Stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Tel. 02.433403 - 02.36571438 - fax 02.4813841
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VALERIO BERRUTI

Titolo: VALERIO BERRUTI
Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 23.09.2010 - 31.10.2010
Ora:
Descrizione:
VALERIO BERRUTI

L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.


Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine.
La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro.
Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo.

Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa.
Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”.

Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo.


VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine
Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
Gallery I, chiostro e giardino
23 settembre - 31 ottobre 2010

Inaugurazione mercoledì  22  settembre ore  18.30

Orari: martedì –  domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)
Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2
Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010


Website: www.stelline.it
Infoline: +39.0245462.411


UFFICIO STAMPA
CLP Relazioni Pubbliche
Tel.  +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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Comunicato e immagini su: www.clponline.it
Fondazione Stelline
Alessandra Klimciuk, tel. +3902.45462437
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LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Sede: Fondazione Pomodoro / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 19.10.2010 - 20.02.2011
Ora:
Descrizione:
ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO
DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011
LA MOSTRA
LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari.

L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.

Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo.

Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro.


Milano, giugno 2010

LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35)
19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011

Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22
Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese.

Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro



La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività.
UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti.


Info:
Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394
www.fondazionearnaldopomodoro.it
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Ufficio Stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Tel. 02.433403 - 02.36571438 - fax 02.4813841
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VALERIO BERRUTI

Titolo: VALERIO BERRUTI
Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 23.09.2010 - 31.10.2010
Ora:
Descrizione:
VALERIO BERRUTI

L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.


Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine.
La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro.
Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo.

Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa.
Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”.

Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo.


VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine
Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
Gallery I, chiostro e giardino
23 settembre - 31 ottobre 2010

Inaugurazione mercoledì  22  settembre ore  18.30

Orari: martedì –  domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)
Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2
Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010


Website: www.stelline.it
Infoline: +39.0245462.411


UFFICIO STAMPA
CLP Relazioni Pubbliche
Tel.  +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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Comunicato e immagini su: www.clponline.it
Fondazione Stelline
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Nuvole sacre

A Palazzo Reale la pittura di Roberto Coda Zabetta ricorda Hiroshima e Nagasaki

Mostra - Dal 28/07/2010 al 29/08/2010
Palazzo Reale, Milano (MI)

Palazzo Reale ricorda il lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki con na mostra di 15 tele di grandi dimensioni realizzate dall'artista contemporaneo Roberto Coda Zabetta. A 65 anni da quei tragici eventi, Nuvole sacre denuncia la follia umana e restituisce la sua visione della tragedia che segnò il Giappone nell'agosto del 1945. Arricchisce il percorso espositivo il video Navel and A-Bomb" (1960), diretto dal fotografo.
 

VALERIO BERRUTI

Titolo: VALERIO BERRUTI
Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 23.09.2010 - 31.10.2010
Ora:
Descrizione:
VALERIO BERRUTI

L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.


Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine.
La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro.
Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo.

Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa.
Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”.

Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo.


VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine
Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
Gallery I, chiostro e giardino
23 settembre - 31 ottobre 2010

Inaugurazione mercoledì  22  settembre ore  18.30

Orari: martedì –  domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)
Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2
Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010


Website: www.stelline.it
Infoline: +39.0245462.411


UFFICIO STAMPA
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Tel.  +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Sede: Fondazione Pomodoro / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 19.10.2010 - 20.02.2011
Ora:
Descrizione:
ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO
DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011
LA MOSTRA
LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari.

L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.

Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo.

Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro.


Milano, giugno 2010

LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35)
19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011

Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22
Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese.

Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro



La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività.
UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti.


Info:
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VALERIO BERRUTI

Titolo: VALERIO BERRUTI
Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 23.09.2010 - 31.10.2010
Ora:
Descrizione:
VALERIO BERRUTI

L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.


Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine.
La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro.
Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo.

Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa.
Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”.

Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo.


VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine
Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
Gallery I, chiostro e giardino
23 settembre - 31 ottobre 2010

Inaugurazione mercoledì  22  settembre ore  18.30

Orari: martedì –  domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)
Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2
Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010


Website: www.stelline.it
Infoline: +39.0245462.411


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Tel.  +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Sede: Fondazione Pomodoro / Milano
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Data: 19.10.2010 - 20.02.2011
Ora:
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DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011
LA MOSTRA
LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari.

L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.

Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo.

Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro.


Milano, giugno 2010

LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35)
19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011

Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22
Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese.

Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro



La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività.
UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti.


Info:
Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394
www.fondazionearnaldopomodoro.it
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Ufficio Stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Tel. 02.433403 - 02.36571438 - fax 02.4813841
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VALERIO BERRUTI

Titolo: VALERIO BERRUTI
Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 23.09.2010 - 31.10.2010
Ora:
Descrizione:
VALERIO BERRUTI

L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.


Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine.
La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro.
Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo.

Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa.
Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”.

Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo.


VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine
Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
Gallery I, chiostro e giardino
23 settembre - 31 ottobre 2010

Inaugurazione mercoledì  22  settembre ore  18.30

Orari: martedì –  domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)
Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2
Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010


Website: www.stelline.it
Infoline: +39.0245462.411


UFFICIO STAMPA
CLP Relazioni Pubbliche
Tel.  +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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Comunicato e immagini su: www.clponline.it
Fondazione Stelline
Alessandra Klimciuk, tel. +3902.45462437
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LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Sede: Fondazione Pomodoro / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 19.10.2010 - 20.02.2011
Ora:
Descrizione:
ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO
DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011
LA MOSTRA
LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari.

L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.

Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo.

Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro.


Milano, giugno 2010

LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35)
19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011

Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22
Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese.

Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro



La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività.
UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti.


Info:
Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394
www.fondazionearnaldopomodoro.it
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Ufficio Stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Tel. 02.433403 - 02.36571438 - fax 02.4813841
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VALERIO BERRUTI

Titolo: VALERIO BERRUTI
Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 23.09.2010 - 31.10.2010
Ora:
Descrizione:
VALERIO BERRUTI

L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.


Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine.
La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro.
Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo.

Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa.
Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”.

Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo.


VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine
Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
Gallery I, chiostro e giardino
23 settembre - 31 ottobre 2010

Inaugurazione mercoledì  22  settembre ore  18.30

Orari: martedì –  domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)
Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2
Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010


Website: www.stelline.it
Infoline: +39.0245462.411


UFFICIO STAMPA
CLP Relazioni Pubbliche
Tel.  +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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Comunicato e immagini su: www.clponline.it
Fondazione Stelline
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LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Sede: Fondazione Pomodoro / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 19.10.2010 - 20.02.2011
Ora:
Descrizione:
ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO
DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011
LA MOSTRA
LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari.

L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.

Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo.

Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro.


Milano, giugno 2010

LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35)
19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011

Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22
Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese.

Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro



La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività.
UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti.


Info:
Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394
www.fondazionearnaldopomodoro.it
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Ufficio Stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Tel. 02.433403 - 02.36571438 - fax 02.4813841
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Nuvole sacre

A Palazzo Reale la pittura di Roberto Coda Zabetta ricorda Hiroshima e Nagasaki

Mostra - Dal 28/07/2010 al 29/08/2010
Palazzo Reale, Milano (MI)

Palazzo Reale ricorda il lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki con na mostra di 15 tele di grandi dimensioni realizzate dall'artista contemporaneo Roberto Coda Zabetta. A 65 anni da quei tragici eventi, Nuvole sacre denuncia la follia umana e restituisce la sua visione della tragedia che segnò il Giappone nell'agosto del 1945. Arricchisce il percorso espositivo il video Navel and A-Bomb" (1960), diretto dal fotografo.
 

Nuvole sacre

A Palazzo Reale la pittura di Roberto Coda Zabetta ricorda Hiroshima e Nagasaki

Mostra - Dal 28/07/2010 al 29/08/2010
Palazzo Reale, Milano (MI)

Palazzo Reale ricorda il lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki con na mostra di 15 tele di grandi dimensioni realizzate dall'artista contemporaneo Roberto Coda Zabetta. A 65 anni da quei tragici eventi, Nuvole sacre denuncia la follia umana e restituisce la sua visione della tragedia che segnò il Giappone nell'agosto del 1945. Arricchisce il percorso espositivo il video Navel and A-Bomb" (1960), diretto dal fotografo.
 

VALERIO BERRUTI

Titolo: VALERIO BERRUTI
Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 23.09.2010 - 31.10.2010
Ora:
Descrizione:
VALERIO BERRUTI

L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.


Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine.
La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro.
Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo.

Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa.
Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”.

Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo.


VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine
Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
Gallery I, chiostro e giardino
23 settembre - 31 ottobre 2010

Inaugurazione mercoledì  22  settembre ore  18.30

Orari: martedì –  domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)
Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2
Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010


Website: www.stelline.it
Infoline: +39.0245462.411


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LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Sede: Fondazione Pomodoro / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 19.10.2010 - 20.02.2011
Ora:
Descrizione:
ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO
DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011
LA MOSTRA
LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari.

L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.

Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo.

Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro.


Milano, giugno 2010

LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35)
19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011

Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22
Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese.

Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro



La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività.
UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti.


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VALERIO BERRUTI

Titolo: VALERIO BERRUTI
Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 23.09.2010 - 31.10.2010
Ora:
Descrizione:
VALERIO BERRUTI

L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.


Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine.
La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro.
Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo.

Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa.
Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”.

Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo.


VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine
Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
Gallery I, chiostro e giardino
23 settembre - 31 ottobre 2010

Inaugurazione mercoledì  22  settembre ore  18.30

Orari: martedì –  domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)
Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2
Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010


Website: www.stelline.it
Infoline: +39.0245462.411


UFFICIO STAMPA
CLP Relazioni Pubbliche
Tel.  +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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Comunicato e immagini su: www.clponline.it
Fondazione Stelline
Alessandra Klimciuk, tel. +3902.45462437
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LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Sede: Fondazione Pomodoro / Milano
Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali
Data: 19.10.2010 - 20.02.2011
Ora:
Descrizione:
ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO
DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011
LA MOSTRA
LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO

L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.

Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari.

L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.

Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo.

Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro.


Milano, giugno 2010

LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO
Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35)
19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011

Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22
Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese.

Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro



La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività.
UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti.


Info:
Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394
www.fondazionearnaldopomodoro.it
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Ufficio Stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Tel. 02.433403 - 02.36571438 - fax 02.4813841
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Nuvole sacre

A Palazzo Reale la pittura di Roberto Coda Zabetta ricorda Hiroshima e Nagasaki

Mostra - Dal 28/07/2010 al 29/08/2010
Palazzo Reale, Milano (MI)

Palazzo Reale ricorda il lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki con na mostra di 15 tele di grandi dimensioni realizzate dall'artista contemporaneo Roberto Coda Zabetta. A 65 anni da quei tragici eventi, Nuvole sacre denuncia la follia umana e restituisce la sua visione della tragedia che segnò il Giappone nell'agosto del 1945. Arricchisce il percorso espositivo il video Navel and A-Bomb" (1960), diretto dal fotografo.
 
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La prossima inaugurazione fra
 
6 settimane

Titolo
 
Salvador Dalì. Il sogno si avvicina
il -15-09-2010
aPalazzo Reale
 
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Mostra Internazionale

d’Arte Contemporanea

Sono aperte le selezioni per partecipare alla Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea presso il Palazzo Comunale di Moniga Del Garda con il Patrocinio del Comune di Moniga Del Garda (BS).

La tripla personale è riservata in maniera particolare agli scultori che, per l’occasione, potranno esporre le loro opere nel mese di giugno in uno spazio prestigioso ubicato nel centro della cittadina.

Gli artisti interessati devono inviare il c/v e le foto di almeno 5 opere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. entro il 30 aprile o tel. al 347-4300482 per richiedere ulteriori informazioni.

Mike Ciafaloni

Secondo il pensiero filosofico di Mike Ciafaloni la cromoterapia può avere effetto terapeutico molto più elevato quando diventa arte-terapia. In questo caso non è solo il colore ad agire sulla psiche ma anche le molteplici forme di rappresentazione artistica come la musica, la poesia, la danza e la pittura possono creare enormi benefici alla psiche; l’esaltazione della bellezza più profonda è il vero significato dell’opera “L’albero della vita” realizzata al Policlinico San Donato.

Rosida Mandruzzato

Vettori

”L’artista tende all’astrazione e sa trasmettere una grande ricchezza d’espressione attraverso delle leggere pennellate molto luminose e impalpabili tanto da sembrare quasi trasparenti. Le opere dell’artista milanese, dotata di grande sensibilità, richiedono un’attenta osservazione sui particolari che penetrano attraverso la gestualità nel profondo dello spettatore.” Francesca Bellola 

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Regina Di Attanasio

“Le sue tele permeano di un cromatismo lapalissiano, che situa nell’eterogeneità tonale i differenti stati d’animo di una donna capace di esprimersi mediante un’esplosione cromatica senza sosta.”
Sabrina Falzone

Natalia Berselli

La sua ricerca pittorica è rivolta ad uno stile personalissimo di rara eleganza e originalità. Le forme geometriche delle sue opere lasciano intravvedere elaborate immagini reali. La capacità di lettura di soggetti simbolici di Berselli è unita ad una visione empatica dei labirinti raffigurati con un buon cromatismo.”
Ivan Belli

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Romano Isidoro

Domenico

Forme e volumi, definizione precisa delle immagini delineate da un contorno netto, compongono una visione nitida, incisiva, memorabile. Una visione sempre più lucida e astratta che lavora sulla decorazione e il gioco cromatico. Quelle del pittore Isidoro sono lettere da un tempo lontano.

Roberta Musi

“Il percorso artistico di Musi, artista parmense dal talento indiscusso, è in continuo fermento. Le sue opere esprimono un’approfondita ricerca per raggiungere l’equilibrio tra la bellezza esteriore e quella più sottile dell’anima. Nella serie dei tanghi il manierismo viene rivisitato in chiave moderna.” Francesca Bellola

Natali Grunska

Natali Grunska con sensibilissima abilità riesce a significare scene di vita potenzialmente forti . La pittrice elimina la memoria della coscienza con illuminazioni che hanno un significato tendenzialmente simbolista, cariche di mistero, di fascinazione e di luce; la tensiva carica dei colori e dei toni dà allo spettatore la capacità di percepirne tutta la bellezza. Carlo Franza


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Vostre notizie su OK ARTE

Come promuovere la propria attività artistica sul giornale Ok Arte e su www.okarte.org


Grazie alla partnership con il Club Miniaci, la rivista OK ARTE ha raddoppiato la tiratura e pubblica in ogni numero solo alcune selezionate recensioni di artisti di livello nazionale ed internazionale.
Se vuoi promuovere le tue opere sulla rivista e/o su www.okarte.org  inviaci fino a un max di 5 foto, un c/v ed eventuali recensioni.
Un critico di OK ARTE provvederà alla stesura dell'articolo da pubblicare.
Scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o telefona a Francesca Bellola al n. 3474300482 per prenotare gli spazi e conoscere il contributo richiesto per la stampa.
Fino al 10 aprile sono aperte le prenotazioni degli spazi per il numero di maggio - giugno 2010.
La redazione si riserva la facoltà di pubblicare il materiale ricevuto su www.okarte.org e di proporre la partecipazione a mostre collettive e personali.

Arte: Medicina Spirituale a Cascina Roma

Si è conclusa con grande successo di pubblico e di critica, “Arte: medicina spirituale”, mostra Personale di Mike Ciafaloni e collettiva del gruppo Formart presso la prestigiosa Galleria d’arte moderna “Cascina Roma” di San Donato Milanese.

La mostra svoltasi dal 6 febbraio al 7 marzo 2010, ha ottenuto numerosi consensi per aver affrontato l’Arte terapia (Art-ter) un nuovo movimento artistico fondato da Mike Ciafaloni il cui scopo è il sollievo dallo stress e la predisposizione psicofisica al miglior stato fisiologico possibile.

Ringraziamo Mike Ciafaloni che grazie alla sua generosità, ha permesso agli artisti di Formart di esporre le loro opere nei saloni attigui alla sua Personale.
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Gallerie fotografiche