Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Sede: Fondazione Pomodoro / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 19.10.2010 - 20.02.2011 Ora: Descrizione: ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011 LA MOSTRA LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO  L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari. L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.  Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo. Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Milano, giugno 2010 LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35) 19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011 Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22 Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese. Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro  La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività. UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti. Info: Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394 www.fondazionearnaldopomodoro.it
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Titolo: VALERIO BERRUTI Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 23.09.2010 - 31.10.2010 Ora: Descrizione: VALERIO BERRUTI L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.  Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine. La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro. Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo. Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa. Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”. Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo. VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61) Gallery I, chiostro e giardino 23 settembre - 31 ottobre 2010 Inaugurazione mercoledì 22 settembre ore 18.30 Orari: martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì) Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2 Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010 Website: www.stelline.it Infoline: +39.0245462.411 UFFICIO STAMPA CLP Relazioni Pubbliche Tel. +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Sede: Fondazione Pomodoro / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 19.10.2010 - 20.02.2011 Ora: Descrizione: ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011 LA MOSTRA LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO  L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari. L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.  Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo. Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Milano, giugno 2010 LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35) 19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011 Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22 Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese. Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro  La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività. UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti. Info: Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394 www.fondazionearnaldopomodoro.it
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Titolo: VALERIO BERRUTI Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 23.09.2010 - 31.10.2010 Ora: Descrizione: VALERIO BERRUTI L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.  Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine. La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro. Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo. Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa. Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”. Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo. VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61) Gallery I, chiostro e giardino 23 settembre - 31 ottobre 2010 Inaugurazione mercoledì 22 settembre ore 18.30 Orari: martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì) Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2 Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010 Website: www.stelline.it Infoline: +39.0245462.411 UFFICIO STAMPA CLP Relazioni Pubbliche Tel. +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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A Palazzo Reale la pittura di Roberto Coda Zabetta ricorda Hiroshima e NagasakiMostra - Dal 28/07/2010 al 29/08/2010 Palazzo Reale, Milano (MI)  Palazzo Reale ricorda il lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki con na mostra di 15 tele di grandi dimensioni realizzate dall'artista contemporaneo Roberto Coda Zabetta. A 65 anni da quei tragici eventi, Nuvole sacre denuncia la follia umana e restituisce la sua visione della tragedia che segnò il Giappone nell'agosto del 1945.
Arricchisce il percorso espositivo il video Navel and A-Bomb" (1960), diretto dal fotografo.
Titolo: VALERIO BERRUTI Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 23.09.2010 - 31.10.2010 Ora: Descrizione: VALERIO BERRUTI L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.  Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine. La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro. Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo. Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa. Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”. Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo. VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61) Gallery I, chiostro e giardino 23 settembre - 31 ottobre 2010 Inaugurazione mercoledì 22 settembre ore 18.30 Orari: martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì) Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2 Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010 Website: www.stelline.it Infoline: +39.0245462.411 UFFICIO STAMPA CLP Relazioni Pubbliche Tel. +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Sede: Fondazione Pomodoro / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 19.10.2010 - 20.02.2011 Ora: Descrizione: ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011 LA MOSTRA LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO  L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari. L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.  Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo. Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Milano, giugno 2010 LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35) 19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011 Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22 Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese. Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro  La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività. UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti. Info: Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394 www.fondazionearnaldopomodoro.it
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Titolo: VALERIO BERRUTI Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 23.09.2010 - 31.10.2010 Ora: Descrizione: VALERIO BERRUTI L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.  Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine. La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro. Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo. Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa. Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”. Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo. VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61) Gallery I, chiostro e giardino 23 settembre - 31 ottobre 2010 Inaugurazione mercoledì 22 settembre ore 18.30 Orari: martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì) Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2 Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010 Website: www.stelline.it Infoline: +39.0245462.411 UFFICIO STAMPA CLP Relazioni Pubbliche Tel. +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Sede: Fondazione Pomodoro / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 19.10.2010 - 20.02.2011 Ora: Descrizione: ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011 LA MOSTRA LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO  L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari. L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.  Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo. Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Milano, giugno 2010 LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35) 19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011 Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22 Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese. Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro  La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività. UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti. Info: Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394 www.fondazionearnaldopomodoro.it
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Ufficio Stampa CLP Relazioni Pubbliche Tel. 02.433403 - 02.36571438 - fax 02.4813841
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Titolo: VALERIO BERRUTI Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 23.09.2010 - 31.10.2010 Ora: Descrizione: VALERIO BERRUTI L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.  Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine. La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro. Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo. Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa. Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”. Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo. VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61) Gallery I, chiostro e giardino 23 settembre - 31 ottobre 2010 Inaugurazione mercoledì 22 settembre ore 18.30 Orari: martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì) Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2 Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010 Website: www.stelline.it Infoline: +39.0245462.411 UFFICIO STAMPA CLP Relazioni Pubbliche Tel. +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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Comunicato e immagini su: www.clponline.it Fondazione Stelline Alessandra Klimciuk, tel. +3902.45462437
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Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Sede: Fondazione Pomodoro / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 19.10.2010 - 20.02.2011 Ora: Descrizione: ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011 LA MOSTRA LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO  L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari. L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.  Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo. Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Milano, giugno 2010 LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35) 19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011 Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22 Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese. Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro  La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività. UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti. Info: Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394 www.fondazionearnaldopomodoro.it
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Titolo: VALERIO BERRUTI Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 23.09.2010 - 31.10.2010 Ora: Descrizione: VALERIO BERRUTI L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.  Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine. La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro. Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo. Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa. Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”. Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo. VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61) Gallery I, chiostro e giardino 23 settembre - 31 ottobre 2010 Inaugurazione mercoledì 22 settembre ore 18.30 Orari: martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì) Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2 Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010 Website: www.stelline.it Infoline: +39.0245462.411 UFFICIO STAMPA CLP Relazioni Pubbliche Tel. +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Sede: Fondazione Pomodoro / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 19.10.2010 - 20.02.2011 Ora: Descrizione: ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011 LA MOSTRA LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO  L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari. L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.  Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo. Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Milano, giugno 2010 LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35) 19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011 Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22 Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese. Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro  La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività. UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti. Info: Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394 www.fondazionearnaldopomodoro.it
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A Palazzo Reale la pittura di Roberto Coda Zabetta ricorda Hiroshima e NagasakiMostra - Dal 28/07/2010 al 29/08/2010 Palazzo Reale, Milano (MI)  Palazzo Reale ricorda il lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki con na mostra di 15 tele di grandi dimensioni realizzate dall'artista contemporaneo Roberto Coda Zabetta. A 65 anni da quei tragici eventi, Nuvole sacre denuncia la follia umana e restituisce la sua visione della tragedia che segnò il Giappone nell'agosto del 1945.
Arricchisce il percorso espositivo il video Navel and A-Bomb" (1960), diretto dal fotografo.
A Palazzo Reale la pittura di Roberto Coda Zabetta ricorda Hiroshima e NagasakiMostra - Dal 28/07/2010 al 29/08/2010 Palazzo Reale, Milano (MI)  Palazzo Reale ricorda il lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki con na mostra di 15 tele di grandi dimensioni realizzate dall'artista contemporaneo Roberto Coda Zabetta. A 65 anni da quei tragici eventi, Nuvole sacre denuncia la follia umana e restituisce la sua visione della tragedia che segnò il Giappone nell'agosto del 1945.
Arricchisce il percorso espositivo il video Navel and A-Bomb" (1960), diretto dal fotografo.
Titolo: VALERIO BERRUTI Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 23.09.2010 - 31.10.2010 Ora: Descrizione: VALERIO BERRUTI L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.  Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine. La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro. Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo. Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa. Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”. Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo. VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61) Gallery I, chiostro e giardino 23 settembre - 31 ottobre 2010 Inaugurazione mercoledì 22 settembre ore 18.30 Orari: martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì) Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2 Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010 Website: www.stelline.it Infoline: +39.0245462.411 UFFICIO STAMPA CLP Relazioni Pubbliche Tel. +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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Titolo: VALERIO BERRUTI Sede: Fondazione Delle Stelline / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 23.09.2010 - 31.10.2010 Ora: Descrizione: VALERIO BERRUTI L’esposizione, dal titolo Una sola moltitudine, presenterà, per la prima volta, la produzione scultorea del giovane artista piemontese.  Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine. La mostra, curata da Olga Gambari, organizzata dalla Fondazione Stelline di Milano in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia - disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro. Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo. Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa. Valerio Berruti - continua Olga Gambari - è l’erede naturale di una tradizione che nasce con l’arte arcaica, intesa come stilemi semplificati e ridotti di una figurazione umana ideale, e prosegue nell’arte classica, nei rilievi romani, passando per il Medioevo. L’arte era strumento linguistico, una sorta di scrittura pittografica che aveva l’obbligo, la responsabilità e il piacere di rivolgersi soprattutto al popolo, un’arte in cui la vita comune si trasforma in icona e insegnamento. La vocazione di Berruti non solo per la pittura – e prima ancora per il disegno -, ma anche per la scultura, e poi per il video si dichiara come una tensione alla declinazione completa delle forme in cui l’arte può incarnarsi”. Nato a Alba nel 1977, Valerio Berruti vive e lavora a Verduno, nelle Langhe, in una chiesa sconsacrata del 1600, uno spazio insolito e suggestivo che ha acquistato e restaurato nel 1995. Il giovane artista in pochi anni ha sviluppato un curriculum internazionale e subito dopo l’appuntamento milanese, nel gennaio 2011, terrà una mostra personale al Pola Museum in Essex di Tokyo. VALERIO BERRUTI. Una sola moltitudine Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61) Gallery I, chiostro e giardino 23 settembre - 31 ottobre 2010 Inaugurazione mercoledì 22 settembre ore 18.30 Orari: martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì) Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2 Il biglietto di ingresso consente di visitare anche la mostra di Gabriele Basilico “Istanbul”, Gallery II, piano interrato, dal 16 settembre al 31 ottobre 2010 Website: www.stelline.it Infoline: +39.0245462.411 UFFICIO STAMPA CLP Relazioni Pubbliche Tel. +3902.433403 – +3902.36571438; fax 02.4813841
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Comunicato e immagini su: www.clponline.it Fondazione Stelline Alessandra Klimciuk, tel. +3902.45462437
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Titolo: LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Sede: Fondazione Pomodoro / Milano Categoria: Mostre a Milano in sedi istituzionali Data: 19.10.2010 - 20.02.2011 Ora: Descrizione: ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANO DAL 19 OTTOBRE 2010 AL 20 FEBBRAIO 2011 LA MOSTRA LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO  L’esposizione, attraverso le opere di 80 artisti da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, si propone di analizzare le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospiteranno, dal 19 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011, un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenterà le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari. L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, testimonierà delle più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come “la nuova tendenza della scultura”, oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più “certa” nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.  Tentare una nuova definizione? Accettare tutto indiscriminatamente? Far dissolvere la scultura nelle cosiddette “installazioni” o addirittura nell’architettura? Questa la sfida lanciata con questa mostra dalla Fondazione, che nei suoi primi cinque anni di attività si è caratterizzata proprio per l’opera di diffusione e di ricerca internazionale sulla scultura, nelle sue accezioni storiche ma anche più contemporanee. Questa è la linea programmatica in cui s’inserisce l’evento, con l’intento critico, scientifico e storico di sostenere la produzione artistica italiana, facendola conoscere internazionalmente, con artisti che appartengono alle tendenze più diverse, senza preclusioni se non quelle della qualità e del curriculum di ciascun artista, anche se giovanissimo. Accompagnerà la mostra un catalogo bilingue - italiano e inglese - edito dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Milano, giugno 2010 LA SCULTURA ITALIANA DEL XXI SECOLO Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (Via Andrea Solari 35) 19 ottobre 2010 – 20 febbraio 2011 Orari: mercoledì-domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22 Biglietti: 8 Euro intero, 5 Euro ridotto; Ingresso gratuito ogni seconda domenica del mese. Catalogo: bilingue (italiano e inglese) edizioni Fondazione Arnaldo Pomodoro  La Fondazione Arnaldo Pomodoro ringrazia il partner UniCredit Group con cui nel tempo ha costruito un legame duraturo e proficuo basato su un comune sentire che sostiene l’innovazione e la creatività. UniCredit è da tempo impegnato in ambito culturale e numerose sono le attività intraprese con importanti istituzioni, tra cui spicca la Fondazione Arnaldo Pomodoro, per la valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, a cui si unisce una forte attenzione verso l’opera di giovani artisti. Info: Fondazione Arnaldo Pomodoro - tel. 02.89075394 www.fondazionearnaldopomodoro.it
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A Palazzo Reale la pittura di Roberto Coda Zabetta ricorda Hiroshima e NagasakiMostra - Dal 28/07/2010 al 29/08/2010 Palazzo Reale, Milano (MI)  Palazzo Reale ricorda il lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki con na mostra di 15 tele di grandi dimensioni realizzate dall'artista contemporaneo Roberto Coda Zabetta. A 65 anni da quei tragici eventi, Nuvole sacre denuncia la follia umana e restituisce la sua visione della tragedia che segnò il Giappone nell'agosto del 1945.
Arricchisce il percorso espositivo il video Navel and A-Bomb" (1960), diretto dal fotografo.
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